Tra il 2003 e il 2009, donare il sangue con AVIS ha salvato due vite: quella di un malato in Italia, bisognoso di trasfusioni, e quella di un bambino in Africa. Sulla base dei risultati raggiunti, il 2010 parte all’insegna di una nuova iniziativa presentata a Roma, con una conferenza stampa nella Sala Carroccio del Campidoglio.
Roma, 28 gennaio 2010 - Si è conclusa in Africa la campagna di vaccinazione nei campi profughi del nord Uganda, frutto dell’accordo tra AMREF e AVIS Milano. Tra il 2003 e il 2009, con l’accantonamento del mezzo euro a donazione e con l’efficace iniziativa "Dona sangue, salva due vite", sono stati raccolti 229.969 euro, utilizzati per vaccinare circa 23mila bambini. L’invito in questi anni rivolto ai donatori di sangue, attori principali del progetto, è stato molto impegnativo: non una semplice richiesta di raccolta fondi - il mezzo euro da accantonare - ma uno sforzo ulteriore nella donazione di sangue, quale gesto finalizzato non solo al malato bisognoso di trasfusioni, ma anche a un bambino africano sprovvisto delle cure necessarie per sopravvivere.
A tal fine, AVIS Milano, con AVIS Roma, le rispettive sezioni provinciali e una serie di AVIS che negli anni hanno aderito al progetto, hanno calcolato mezzo euro per ogni donazione. Il ricavato, fornito da aziende sponsor di AVIS Milano che hanno sostenuto in toto l’onere economico del progetto, è stato utilizzato per vaccinare i bambini fino a cinque anni di età dei campi profughi nordugandesi di Gulu, Kitgum e Pader contro tubercolosi, morbillo, pertosse, difterite, epatite B, influenza, tetano neonatale e poliomelite.
Ideatore del progetto, il presidente onorario di AVIS Comunale di Milano, Sergio Casartelli, che ha individuato nella partnership con AMREF una nuova forma di volontariato: la sinergia tra due Onlus a favore dei loro specifici, differenti obiettivi. Nel caso specifico, incrementare la comunità dei donatori di sangue in Italia e fornire maggior sostegno alle iniziative sanitarie nel terzo mondo. E i risultati sono stati di gran lunga superiori alle aspettative.
«Una volta stimati i costi di vaccinazione, pari a dieci euro a bambino comprensivi dell’approvvigionamento dei vaccini, della formazione del personale locale e della gestione del progetto, abbiamo deciso di avviare una campagna di sensibilizzazione alla donazione di sangue che si ponesse anche un secondo obiettivo: salvare la vita a molti bambini in condizioni disperate - ha dichiarato Casartelli nel corso della conferenza stampa che si è svolta questa mattina al Campidoglio - AVIS Roma, con il suo presidente Adolfo Camilli, ha avuto un ruolo fondamentale nel sostenere e nel divulgare questo messaggio all’interno dell’associazione».
Il progetto riveste un particolare significato di globalità sociale e i suoi risultati dimostrano che lo stesso volontariato, se attento e sincero, è in grado di generare con grande facilità del nuovo volontariato. «L’aspetto che ci rende più orgogliosi - hanno sottolineato Adolfo Camilli, oggi presidente onorario di AVIS Roma, ed Ermanno Pozzoni, presidente di AVIS Milano - è che, a differenza di quanto spesso succede, siamo stati in grado di realizzare un progetto di così ampia portata senza la costituzione di una associazione ad hoc, che avrebbe senz'altro assorbito gran parte dei finanziamenti raccolti per autofinanziarsi. Puntando sulla sinergia tra due diverse associazioni abbiamo decisamente moltiplicato i risultati e, anche grazie a una precisa rendicontazione, siamo stati in grado di destinare ogni singolo mezzo euro alla vaccinazione dei bambini e alla formazione di personale locale».
Grazie alla richiesta di AVIS di poter disporre di una registrazione del numero dei bambini vaccinati e delle singole vaccinazioni somministrate, il governo del Nord Uganda ha ottenuto un ulteriore beneficio, e cioè un accurato censimento di tutti i bambini presenti all’interno dei singoli campi di sfollati. «L'impegno di questi anni - ha commentato Tommy Simmons, direttore generale di AMREF Italia - ha permesso ai distretti di Gulu, Pader e Kitgum di salire dall’ultimo al primo posto nella copertura nazionale di vaccinazione. Le epidemie letali di morbillo sono state debellate. Inoltre abbiamo formato il personale locale, attrezzato ospedali, realizzato la catena del freddo per la conservazione dei vaccini e fornito le biciclette per andare nei villaggi. Il contributo di AVIS ci ha permesso di raggiungere risultati straordinari».
E ora? Come recita il detto, “squadra che vince non si cambia”. Le due associazioni stanno meditando da tempo su come poter concretizzare una nuova forma di collaborazione e, di fatto, il 2010 è stato inaugurato all’insegna di un nuovo progetto, finalizzato a supportare lo spostamento in aereo in diversi luoghi remoti dell’Uganda di tecnici, chirurghi, pediatri e urologi, vale a dire i Flying Doctors, i "dottori volanti" di AMREF. L’obiettivo generale del progetto è quello di migliorare la capacità dei sistemi sanitari distrettuali in cui intervengono i Flying Doctors, garantendo una regolare assistenza medica da parte di personale specializzato ai bambini tra zero e 13 anni. Anche in questo caso, le AVIS conteggeranno mezzo euro per ogni donazione da destinare a visite specialistiche, interventi chirurgici, un volo salvavita e la formazione di un infermiere ogni anno, secondo lo schema collaudato della definizione preventiva dei costi e della documentazione di rendicontazione annuale. «AVIS Roma - ha concluso il presidente dell’AVIS capitolina, Raniero Ranieri - in questa nuova collaborazione con AMREF Italia, sempre a favore dell’Uganda, si è assunta l’impegno di coordinare lo sviluppo del progetto con il coinvolgimento di molte AVIS Comunali e Provinciali italiane».
- Il progetto di collaborazione AVIS-AMREF 2010-2013 (pdf)
- Galleria fotografica della conferenza stampa
