2 maggio
Le manifestazioni di ieri del 1° maggio hanno evidenziato le gravi difficoltà economiche del paese.
Migliaia di lavoratori si sono affollati nell’Uhuru Park di Nairobi per ascoltare i discorsi dei leader sindacali e di molti esponenti politici, nella speranza che il Presidente Mwai Kibaki – ospite d’onore della manifestazione – annunciasse un incremento del salario minimo legale per i lavoratori dell’industria.
Ma questa speranza è rimasta delusa e molti dei partecipanti hanno abbandonato l’evento ancora prima che venisse suonato l’inno nazionale. In un paese dove il rispetto del protocollo e delle formalità è molto importante, questo inedito gesto è senz’altro un messaggio molto forte a tutto il governo.
Il salario minimo per l’industria è stato rivisto per l’ultima volta nel 2006, quando è stato portato a Ksh 5.395, ovvero 55,62 euro mensili ai tassi odierni.
Il salario minimo per il settore agricolo (principalmente nelle aziende che producono fiori, ortaggi per l’esportazione, caffè e tè) è di Ksh 5.346 (€ 55,11 mensili).
Nel settore informale, dove i lavoratori non hanno una reale tutela sindacale, gli stipendi sono marcatamente più bassi.
Mwai Kibaki ha parlato per 30 minuti, senza accennare ad una revisione di questi parametri ufficiali e appena ha concluso il suo discorso la folla ha iniziato ad urlare “stipendio, stipendio!” e successivamente “Fame, Fame! Tutti i prezzi sono aumentati!”.
Kibaki ha interrotto la sua partenza e ha spiegato che non ha potuto annunciare un aumento dei salari perché le conseguenze economiche della crisi degli ultimi mesi non lo permettono.
A quel punto i lavoratori lo hanno fischiato ed hanno iniziato ad andarsene.
Kibaki ha concluso dicendo:: “Se non volete che vi dica la verità, io ve la dirò comunque!”.
Per spiegarvi meglio i sentimenti e le diffuse preoccupazioni popolari riguardo alla crescita del costo della vita, la settimana prossima vi invierò nuovi aggiornamenti sui prezzi dei beni essenziali nei mercati e quanto, oggi, una famiglia “piccola” di 5 persone riesce ad acquistare mensilmente con € 55.62.
All’inizio della settimana il Ministro delle Finanze ha diffuso un nuovo budget delle spese che servirà a traghettare il paese fino a giugno, la fine del corrente anno fiscale.
A causa dell’incremento nel numero di ministeri, quasi tutti i ministeri hanno subito dei tagli, compresi sanità, educazione ed opere pubbliche non si sono salvati
. Uno degli effetti immediati di questi tagli – a titolo d’esempio – è che dato che il ministero dell’educazione ha dovuto interrompere i programmi di sostegno alimentare alle scuole nelle zone più povere ed aride del paese, secondo un esponente sindacale circa il 30% degli allievi delle scuole elementari del distretto di Malindi hanno smesso di frequentare la scuola da gennaio a questa parte.
Le manifestazioni di ieri del 1° maggio hanno evidenziato le gravi difficoltà economiche del paese.
Migliaia di lavoratori si sono affollati nell’Uhuru Park di Nairobi per ascoltare i discorsi dei leader sindacali e di molti esponenti politici, nella speranza che il Presidente Mwai Kibaki – ospite d’onore della manifestazione – annunciasse un incremento del salario minimo legale per i lavoratori dell’industria.
Ma questa speranza è rimasta delusa e molti dei partecipanti hanno abbandonato l’evento ancora prima che venisse suonato l’inno nazionale. In un paese dove il rispetto del protocollo e delle formalità è molto importante, questo inedito gesto è senz’altro un messaggio molto forte a tutto il governo.
Il salario minimo per l’industria è stato rivisto per l’ultima volta nel 2006, quando è stato portato a Ksh 5.395, ovvero 55,62 euro mensili ai tassi odierni.
Il salario minimo per il settore agricolo (principalmente nelle aziende che producono fiori, ortaggi per l’esportazione, caffè e tè) è di Ksh 5.346 (€ 55,11 mensili).
Nel settore informale, dove i lavoratori non hanno una reale tutela sindacale, gli stipendi sono marcatamente più bassi.
Mwai Kibaki ha parlato per 30 minuti, senza accennare ad una revisione di questi parametri ufficiali e appena ha concluso il suo discorso la folla ha iniziato ad urlare “stipendio, stipendio!” e successivamente “Fame, Fame! Tutti i prezzi sono aumentati!”.
Kibaki ha interrotto la sua partenza e ha spiegato che non ha potuto annunciare un aumento dei salari perché le conseguenze economiche della crisi degli ultimi mesi non lo permettono.
A quel punto i lavoratori lo hanno fischiato ed hanno iniziato ad andarsene.
Kibaki ha concluso dicendo:: “Se non volete che vi dica la verità, io ve la dirò comunque!”.
Per spiegarvi meglio i sentimenti e le diffuse preoccupazioni popolari riguardo alla crescita del costo della vita, la settimana prossima vi invierò nuovi aggiornamenti sui prezzi dei beni essenziali nei mercati e quanto, oggi, una famiglia “piccola” di 5 persone riesce ad acquistare mensilmente con € 55.62.
All’inizio della settimana il Ministro delle Finanze ha diffuso un nuovo budget delle spese che servirà a traghettare il paese fino a giugno, la fine del corrente anno fiscale.
A causa dell’incremento nel numero di ministeri, quasi tutti i ministeri hanno subito dei tagli, compresi sanità, educazione ed opere pubbliche non si sono salvati
. Uno degli effetti immediati di questi tagli – a titolo d’esempio – è che dato che il ministero dell’educazione ha dovuto interrompere i programmi di sostegno alimentare alle scuole nelle zone più povere ed aride del paese, secondo un esponente sindacale circa il 30% degli allievi delle scuole elementari del distretto di Malindi hanno smesso di frequentare la scuola da gennaio a questa parte.
