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Sud Sudan, almeno 140 morti in violenti scontri

Il massacro, avvenuto nello Stato di Warrap, segna l’inizio di un anno che si preannuncia difficile, con le elezioni nazionali previste ad aprile e un referendum sull’autonomia delle regioni meridionali fissato per il gennaio del 2011.



Violenti scontri in Sud SudanRoma, 7 gennaio 2010 - Continua l’escalation di violenza in Sud Sudan: almeno 140 persone sono state uccise e 90 ferite nella regione remota Wunchuei dello stato di Warrap. «Fonti locali hanno rivelato la presenza di almeno 140 vittime, 90 feriti e 30mila capi di bestiame rubati», ha detto Lise Grande, capo delle operazioni umanitarie Onu nella regione. Gli scontri, apparentemente esplosi tra due gruppi tribali rivali, sono avvenuti all'inizio del nuovo anno ma la notizia delle vittime è emersa solo due giorni fa, dopo un sopralluogo aereo di una squadra delle forze di sicurezza delle Nazioni Unite.

Le vittime appartengono al popolo Dinka e secondo alcune fonti locali un gruppo rivale appartenente al popolo Nuer potrebbe essere il responsabile delle violenze, ma la notizia non è stata ancora confermata. Lise Grande ha assicurato che un team di caschi blu dell'Onu si sta recando sul posto per accertamenti. «È una situazione di grande preoccupazione», ha detto.

Gli scontri tra i gruppi etnici rivali nel Sudan meridionale sono molto frequenti e spesso sono provocati da furti di bestiame e dispute sullo sfruttamento delle risorse naturali, mentre altri esplodono come rappresaglia per precedenti attacchi. Ultimamente, però, stanno diventando sempre più violenti e nella maggioranza dei casi a rimetterci la vita sono donne e bambini. Nel settembre scorso oltre cento persone, compresi diversi soldati delle truppe sudanesi del sud, sono state uccise nello stato di Jonglei dopo che i Nuer avevano fatto irruzione in un villaggio Dinka.

La notizia degli scontri segna l’inizio di un anno che si preannuncia difficile per il Sudan, con le elezioni nazionali previste ad aprile e un referendum sull’autonomia delle regioni meridionali fissato per il gennaio del 2011. Il ricordo del conflitto tra Nord e Sud durato 21 anni, che è costato la vita a due milioni di persone, è ancora fresco. L’accordo di pace, firmato nel 2005, tra il governo e il Movimento popolare di liberazione del Sudan (Splm) ha significato la fine della guerra e la costituzione di un governo di unità nazionale, ma molte delle questioni che avrebbero dovuto essere risolte sono ancora aperte. Il pericolo è che la violenza possa scoppiare proprio in vista delle elezioni e del referendum, aumentando ulteriormente l’instabilità nel Paese.

Nel Sud del Sudan, una delle regioni del mondo con gli indicatori sanitari peggiori, AMREF gestisce da più di dieci anni l’Istituto Nazionale di Formazione Sanitaria di Maridi, l’unica scuola di formazione per Assistenti Medici e Ostetriche Comunitarie, che forma personale sanitario di base in grado di rispondere ai bisogni della popolazione.