MUTILAZIONI: PETER E IL RUOLO DEGLI UOMINI

03 Ott 2016

03 Ott 2016
Mutilazioni: Peter e il ruolo degli uomini
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Il ruolo delle figure maschili nella lotta alle mutilazioni genitali femminili è cruciale. Lo sa bene Peter Ngatia Nguura, che in Africa lavora assieme alle comunità per favorire l’eliminazione della pratica tradizionale del taglio e del fenomeno speculare dei matrimoni precoci. Peter Ngatia Nguura - project manager di Amref Health Africa - sarà in Italia dal 3 al 7 ottobre per partecipare, in qualità di formatore-relatore, ad una serie di incontri rivolti agli operatori sanitari della ASL Roma 1. Amref dedicherà il mese di ottobre alla sensibilizzazione su questi temi. Dal 23 al 29 sarà presente in Italia anche Nice Nailantei Leng'ete, 25enne simbolo globale della lotta di Amref alle mutilazioni.

Nel mondo, secondo il nuovo rapporto Unicef , almeno 200 milioni di donne e bambine, 70 milioni di casi in più di quelli stimati nel 2014, hanno subito mutilazioni genitali femminili. Tra le vittime, 44 milioni sono bambine e adolescenti fino a 14 anni. 3 milioni a rischio ogni anno. Nel solo Kenya, dove operano Peter e Nice, 100.000 bambine subiscono le mutilazioni genitali ogni anno.

Soprattutto in contesti rurali simili a quelli delle comunità Masaai del Kenya e della Tanzania, purtroppo ancora fortemente maschiliste, poter contare sull’appoggio degli uomini, capi villaggio e guerrieri, detentori del potere decisionale, è essenziale per eradicare credenze e tradizioni dannose per le donne. Basti pensare al fatto che nella tradizione masaai i giovani non sposano le donne che non hanno subito il taglio.

È solo grazie al coinvolgimento attivo di uomini e donne delle comunità che dal 2009 Amref Health Africa ha potuto favorire e sostenere Riti di Passaggio Alternativi nelle contee di Kajiado e Samburu. Questi riti hanno l’obiettivo di tenere lontane le ragazze dalle mutilazioni genitali e da tutti i rischi psico-fisici che queste comportano, nonché dai matrimoni precoci. Rappresentano inoltre un forte incentivo nella lotta all’abbandono scolastico. Le ragazze che attraverso il “taglio” entrano nel mondo degli adulti sono pronte per essere sposate. Attraverso i Riti di Passaggio Alternativi sono state salvate ad oggi 10.500 ragazze. Ad agosto si è tenuta anche la prima investitura di 137 ragazzi, giovani uomini eletti ad ambasciatori della lotta alle mutilazioni.

In un’indagine realizzata tra il 2013 e il 2014 intervistando oltre 300 donne del Corno d’Africa a Roma, il 65% diceva di aver subito la mutilazione genitale. Il 98% delle somale intervistate risultavano mutilate, il 97% delle eritree e il 51% delle etiopi. L’indagine, presentata lo scorso novembre, è il frutto di un progetto realizzato dalla Regione Lazio, in collaborazione con la ASL Roma A, l’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini, l’Associazione Nosotras e la Fondazione Albero della Vita. In questo contesto, l’arrivo di Peter in Italia, recepisce a pieno il messaggio della nuova Agenda di Sviluppo Globale: non esistono più Paesi del Nord e Paesi del Sud del mondo, e certi problemi non sono relegati solo ad una parte del Pianeta. In quest’ottica è necessario un continuo scambio di conoscenze, dove anche l’Africa può insegnare.



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