MILANI: IL REGISTA RACCONTA PERCHè L'AFRICA E PERCHÉ AMREF NEL FILM

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13 Feb 2017

13 Feb 2017
Milani: il regista racconta perchè l'Africa e perchÉ Amref nel film
LocandinaMammaopapa
“Come cittadino del mondo mi auguro che l’Africa, un giorno, riesca a sfruttare a pieno le sue ricchezze” si chiude con questo augurio all’Africa e ad Amref l’intervista con Riccardo Milani, regista di Mamma o Papà?, film in uscita il 14 febbraio. Protagonisti Paola Cortellesi e Antonio Albanese. Nel film Nicola Vignali - interpretato da Antonio Albanese - sta per partire per l’Africa, con Amref. La citazione della più grande organizzazione no profit che si occupa di salute in Africa non è casuale. Nel 2002 Milani ha scritto e diretto per Amref “Baba Mandela”. Il nuovo film di Milani, in uscita a San Valentino, è l’occasione per ripercorrere il suo bel viaggio di avvicinamento all'Africa, che negli anni passati ha visto coinvolta anche Paola Cortellesi.

Prima di immergerci nel racconto dell’Africa, attraverso gli occhi di Riccardo Milani, ci facciamo raccontare del nuovo film ““Mamma o Papà?”, una coproduzione Wildside - Medusa Film. "Si tratta di una storia d’amore, ma anche una storia di un divorzio. È una storia di figli contro genitori, ma anche di genitori contro figli. E' la storia di una famiglia”. Continua Milani “nella storia i due protagonisti hanno due mestieri importanti. Paola come ingegnere ha il sogno di riconvertire le centrali elettriche. Antonio, medico, che di mestiere fa nascere i bambini, vuole andare a fare una esperienza in Africa”. I sogni di tutti e due si stanno per realizzare nello stesso tempo. A lei viene proposto di andare in Svezia per la missione della vita, ad Antonio Albanese di partire verso l’Africa con Amref.

“Decidere di citare Amref è stato semplice, visto la storia che avevamo scritto. Per Paola è stato naturale, per Antonio è stato un piacere”.
Paola Cortellesi nel 2013 infatti ha dato voce all’Africa giocando con i luoghi comuni che circondavano il continente. Dieci “pillole” video andate in onda sul noto programma tv Mai Dire Lunedì, in collaborazione con la Gialappa’s Band.

“Continuerò a dire grazie ad Amref per sempre” afferma Milani “ogni comunicazione, la più precisa e capillare sull’Africa, come su ogni cosa, non potrà mai darti la percezione che ti riesce a dare la conoscenza diretta. Il mio viaggio in Kenya, ai confini con la Tanzania e l’Uganda, quei 5 mila chilometri, mi hanno fatto vedere con i miei occhi uno spaccato della realtà africana. Mi ha impressionato poi il lavoro svolto da Amref, il grande lavoro per la salute delle comunità”.

L’Africa negli occhi di un bambino di strada. Il viaggio del piccolo Kevin alla scoperta del suo Paese e delle emergenze sanitarie e ambientali che lo minacciano. É questo Baba Mandela, un film on the road, attraverso le baraccopoli di Nairobi, il Monte Kenya e il lago Vittoria, applaudito a Johannesburg e al festival di Venezia.

“Ciò che mi è rimasto di più nel cuore sono gli occhi di Kevin quando vide il mare. Non pensavo che non lo avesse mai visto, che fosse la prima volta per lui. Ed invece era così. Una volta entrato nel mare, a Mombasa, non ne voleva più uscire. La sua vita quotidiana era la baraccopoli di Kibera, a Nairobi. Sono poi tornato in Kenya a trovare Kevin, un po’ di anni dopo. Ho seguito i suoi percorsi di studio”.

Gli ricordo del compleanno di Amref e allora Milani mi dice “l’augurio per i 60 anni di Amref è un augurio all’Africa. Ho visto il potenziale, sia in termini di cultura, di lavoro, di ricchezze... e l’augurio che posso fare, da cittadino del mondo, è che cresca la sua autonomia. Fin quando ciò non accadrà l’Africa avrà bisogno di una realtà bella come quella di Amref”.

Quando gli dico come vorrei diffondere le sue dichiarazioni mi fa capire che non ama molto apparire come benefattore, insomma “farsi bello” per tutto ciò che ha fatto insieme ad Amref. Ma quando gli racconto che ogni giorno ci troviamo a fronteggiare l’indifferenza, i commenti di chi vuole che l’Africa venga respinta in Africa con i suoi problemi, che “non ce ne frega niente”, che “annegassero tutti..” (questi alcuni commenti non solo sui social) e gli ribadisco che la sua voce, la sua testimonianza, per noi sarebbe di aiuto, mi dice “se è per questo allora, io ci sono”.



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