BAMBINI: CHOKORA - IL BARATTOLO CHE VOLEVA SUONARE

Home News & Eventi Blog
15 Mar 2017
15 Mar 2017

Bambini: Chokora - Il barattolo che voleva suonare

  • chokora3
  • chokora
chokora3
"Chokora - Il barattolo che voleva suonare" è un progetto giornalistico di Mario De Santis, Valentina Tamborra e Amref Italia, ambientato a Nairobi, sullo sfondo delle aree più fragili della città, dove i bambini che vivono negli slum, rovistando nelle discariche, vengono chiamati “Chokora”. Un termine che in lingua Swahili significa rifiuti.
Attraverso un reportage fotografico e un diario di viaggio, Mario De Santis e Valentina Tamborra, illustreranno le condizioni di estrema povertà in cui vivono i bambini di strada nella Capitale del Kenya, dove da anni Amref è impegnata ad aiutare i ragazzi attraverso la promozione della salute e dei diritti dell'infanzia a Dagoretti, uno degli slum più estesi della città.

Di seguito un assaggio di alcune giornate a Nairobi dal loro viaggio. Presto i post di Mario e le foto di Valentina si concretizzeranno in un reportage completo.

Seguiteci!

27 febbraio 2017

Lui è Sam. Samuel Navutanyi.
E' il social worker di Amref Health Africa - Italia e a Nairobi che ci ha guidato nelle strade di Dagoretti e non solo. Fondamentale, generoso, solido. appasisonato, un fiume di in piena di energia.
E' stato anche lui un ragazzo di strada, grazie a questa sua capacità naturale di poter avere un'empatia totale con i ragazzi ora lavora in prima linea nell'operazione di "Rescue": li incontra, li tiene d'occhio, prova a convincerli a venire al centro Amref, almeno solo per la colazione del mattino a Waitaka, il primo punto di contatto. Già quello un primo passo, con a speranza poi diventi frequenza delle attività quotidiane nella base di Mutuini, più a nord di Kibera e Dagoretti, due dei più grandi e difficili slum della capitale del Kenya. Di solito va insieme ad un suo collega e amico e si considerano tutti e due forward striker e Withdrawn striker come in una squadra di calcio. Il goal è un ragazzo che decide di lasciare la strada, almeno durante il giorno
"Quanti ne vengono Sam?
"Solo uno su cento a cui lo diciamo. Me è una vittoria".
A Nairobi i ragazzi di strada sono 60/70 mila, in tutto il Kenya oltre 250.000. il campionato è ancora lungo e difficile. Forza Sam!
Mario

25 febbraio 2017
"Basta con le parole. Seppellisco i morti nel ventre."
Mi colpiscono oggi queste parole, ripensando all'incontro con Kevin a Nairobi, nel centro #Amref di Dagoretti.
Le aveva scritte un ragazzo come lui, quando aveva sedici anni come lui, che viveva per la strada, come lui, sporco, solo, disperato, come lui.
Ma era il 1873 e quel ragazzo di chiamava Arthur Rimbaud.
Quando Kevin mi ha raccontato la sua storia di chi vive da quando ha 11 anni nella polvere, negli angoli più neri e tremendi degli slum, ha lasciato fuori un nucleo oscuro. "Questa cosa preferisco non dirla" dicendo di cose che aveva subito, sofferto.
Basta parole.
Kevin ricaccia i suoi demoni nel ventre. Ma ora ha la voce salda e la dolcezza triste di chi comincia a pensare ad una altra vita. Ancora oggi dorme la notte sotto i quattro pezzi di legno di una delle tante bancarelle di Dagoretti, rischiando ogni notte la violenza, i furti, le angherie.
Eppure è qui - e negli occhi aperti e saldi la sua forza si fa tranquilla, la sua rabbia e dolore più tenue. Io ascolto e spero che da quegli occhi passi nei miei per osmosi tutta la sua vita.
poi un saluto e un arrivederci, appuntamento a Nairobi, gennaio 2018.
Dalle parti di #Amref ovviamente
Mario

16 febbraio 2017
Questa mattina al Waithaka, il centro Amref dove i bimbi fanno colazione, giocano, ricevono assistenza sanitaria mentre aspettano di andare a scuola.
Qui i bambini, i ragazzi, tornano a vivere la propria età.
Basta poco: un ramo come altalena, un tubicino di plastica per fischietto...
Plastica... come quella che, solo ieri, abbiamo visto raccogliere dalla spazzatura per poterla vendere e procurarsi un po' di colla. Per non sentire la fame, il dolore, la stanchezza. Per stordire i sensi.
Due mondi che vivono fianco a fianco eppure così diversi.
Se oggi questi bambini sorridono è grazie all'impegno dei social worker.
Valentina

12 febbraio 2017
Sono i sorrisi che ti spiazzano.
Si rischia di finire nella retorica, ma davvero l'energia di questi bambini è pazzesca. L'entusiasmo, la meraviglia, qualità che da adulti spesso tendiamo a perdere, qui sono fortemente presenti. Si, proprio qui dove non te lo aspetteresti.
Ci sono i rifiuti, è vero. Fogne a cielo aperto, poca acqua, polvere, polvere ovunque. Sono immagini che conosciamo, è l'Africa che ci hanno mostrato migliaia di volte e che migliaia di volte in qualche modo abbiamo rimosso.
Ma l'Africa che sto conoscendo piano piano (pole pole come si dice qui), è diversa. C'è voglia di fare, di crescere, di cambiare. Sempre di più i bambini riscoprono la propria infanzia..
Tornano a sorridere, a giocare. Imparano a disegnare, a ballare, a suonare.
È un’Africa nuova - che sta imparando a farcela da sé.
E trovarcisi immersi è un'esperienza unica.
Valentina



Iscriviti alla nostra newsletter

ISCRIVITI