ACQUA: PETER, UN CUSTODE DELL’ORO BLU

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20 Mar 2017
20 Mar 2017

Acqua: Peter, un custode dell’oro blu

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Peter Kitui 1
Peter è il Capo dei Progetti idrici di Amref nella Contea di Kitui, in Kenya. Ha un bambino di tre anni ed è fiero del lavoro che svolge ogni giorno per garantire acqua alla sua comunità.

Peter è uno dei “Custodi dell’oro blu”, protagonisti del video realizzato da Amref in occasione del 22 marzo, Giornata Mondiale dell’Acqua 2017. Il video verrà pubblicato in anteprima da Repubblica.it, media partner per un racconto lungo un anno che vede Giobbe Covatta protagonista. L'occasione? I 60 anni di Amref. I Custodi dell'oro blu è il secondo episodio del racconto video e segue il primo, uscito a febbraio e dedicato alla lotta contro le mutilazioni genitali femminili.

Di seguito la sua intervista.


Ciao Peter, qual è il tuo lavoro?

Sono un ingegnere idraulico. Negli ultimi sei anni ho lavorato al Progetto WASH nella Contea di Kitui e questo mi ha dato l’opportunità di lavorare con le comunità più povere e bisognose e di vedere i cambiamenti e le trasformazioni delle persone che vivono qui.


Puoi dirci qualcosa delle comunità di quest’area?


La comunità di Camba è una delle più delicate, ma il mio pensiero va soprattutto alle donne, che, come sapete, svolgono gran parte del lavoro connesso ad acqua e famiglia: la loro vita ruota intorno all’acqua per cucinare e al provvedere al cibo.

Come descriveresti la relazione fra la mancanza/presenza d’acqua e malattie, salute e sviluppo?

Negli anni in cui ho lavorato nelle comunità ho visto quello che può fare un semplice pozzo. Non è difficile trovare donne che camminano per 6-10 km al giorno in cerca di acqua. Proviamo ad immaginare se 3-4 ore di cammino al giorno potessero essere tradotte in altro, in forza lavoro. Provate ad immaginare cosa sarebbero queste ore per una famiglia.

Le malattie legate all’acqua sono molto comuni, a causa dell’acqua non sicura e non pulita a cui ricorre la maggior parte delle comunità.


Come si fronteggia il problema dell’acqua?

È interessante vedere come alcune strutture idriche costruite da Amref 10 anni fa siano ancora funzionanti. Questo significa che se si rafforzano le comunità, si proteggono le fonti e si istruiscono le comunità su come gestire bene un progetto, quello non è un progetto di 2-3-5 anni. Un pozzo, se mantenuto bene, può durare una vita.

La maggior parte delle strutture idriche che supportiamo sono mappate dai technical officers. Abbiamo una macchina speciale che identifica i punti dove c’è acqua, per evitare che le persone vadano a scavare in un punto e non ne trovino. Per noi dello staff di Amref è importante segnalare alla comunità dove si può trovare facilmente l’acqua, quindi abbiamo un regolare esercizio di mapping che aiuta la comunità a decidere dove scavare. Questo permette alla comunità di risparmiare a livello di tempo, ma anche economicamente.

In questi anni avrai incontrato molte persone, puoi raccontarci una storia che ti ha particolarmente colpito?

Qualche anno fa nel progetto WASH è stato inserito un programma per le donne, perché come avrete capito, il fardello della ricerca d’acqua grava su di loro. Per l’empowerment femminile e perché le donne prendessero il comando sul problema dell’acqua, abbiamo formato un gruppo di 7 donne circa che hanno attivamente costruito pozzi. Una delle storie di cui sono veramente fiero è stato vedere queste donne svolgere un lavoro che in passato non pensavano fosse per donne.


Sei padre di un bambino, come vedi il futuro per i tuoi figli?

Ho un figlio di 3 anni, il futuro può essere solo luminoso. Sono grato del fatto che Amref mi abbia dato l’opportunità di migliorarmi, sia dal punto di vista lavorativo che socialmente.


Quali sono le priorità delle comunità?
Il 99% dei bisogni della gente in ogni momento del giorno, ogni mese dell’anno sarà sempre l’acqua. Sfortunatamente Kitui non è attraversata da un fiume. Abbiamo piogge in due stagioni e la maggior parte della gente non ha acqua, quindi è la priorità numero uno nella Contea. Una volta avuta l’acqua c’è il resto, ma il problema numero uno è l’acqua.



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