DONNE: UNA RISORSA PER IL SUD SUDAN

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31 Mag 2017

31 Mag 2017

Donne: una risorsa per il Sud Sudan

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Dopo Juba, Maridi è un altro mondo. Le strade asfaltate sorprendentemente pulite della capitale, con semafori nuovi di zecca, fiancheggiati da alte mura rinforzate da più strati di filo di ferro e molto spesso sorvegliati da attenti soldati, hanno lasciato il posto a strade fangose, affiancate da campi lussureggianti e la presenza di forze di sicurezza è molto meno tangibile. Tuttavia Maridi - circa 280 chilometri ad ovest di Juba - è parte integrante di questo Paese in guerra con sé stesso e tutte le conseguenze di conflitti, insicurezze e crisi economica sono profondamente sentite anche qui.

Sono venuto a Maridi per oltre 20 anni, dal momento che con Amref Health Africa abbiamo istituito in Sud Sudan la prima scuola di formazione per operatori sanitari, in un momento in cui il Paese cercava l'indipendenza, unito contro un nemico comune. Da allora a Maridi abbiamo formato quasi 1.000 operatori sanitari che ora sono la spina dorsale del sistema sanitario del Sud Sudan e per compensare la mancanza di professionisti femminili, più tardi abbiamo istituito la prima Scuola secondaria femminile di scienze.

Dopo aver visitato il mercato di Juba pochi giorni fa, una delle mie prime fermate doveva essere il mercato di Maridi. Nonostante la fertilità della terra circostante, il mercato era vuoto, e pochi commercianti cercavano di vendere il poco che avevano: qualche cassava, qualche okra, alcune arachidi, alcuni mango e banane. La "carestia" non ha raggiunto Maridi, ma la fame è presente e la sua economia e le famiglie stanno sentendo chiaramente l'isolamento della città.

In ospedale ho incontrato Basil Sam Benson, Senior Clinical Officer responsabile del reparto pediatrico che si è laureato dalla nostra scuola molti anni fa: "Ogni mese circa il 20% dei ricoveri al reparto pediatrico sono casi di malnutrizione. Quando sono arrivato qui nel 2013 la malnutrizione rappresentava forse il 2%, il 3% dei ricoveri”.

Strade bloccate, bassa produzione alimentare locale, anche se questa è una zona molto fertile, insicurezza generale, inflazione sono i temi di quasi tutte le conversazioni che ho avuto a Maridi in questi giorni. Il paradosso di una terra fertile che non produce cibo è stato spiegato da Robert Bandi Alawa, Presidente del comitato di gestione della Scuola secondaria di scienze per ragazze di Maridi: "Non abbiamo meccanizzato il settore agricolo. Dio ci ha donato alcune delle terre migliori, che rientra nella cintura di mais del Paese. In realtà possiamo produrre abbastanza mais da esportarlo anche nei pressi del Kenya. Ma il problema è che non c'è meccanizzazione dell'agricoltura. Facciamo tutto letteralmente a mano””.

Ho apprezzato in particolare la determinazione dei Direttori delle nostre due scuole per assicurare che raggiungano i loro obiettivi.

Bullen Emanuel, dirigente della Scuola secondaria femminile di scienze: "Nella mia esperienza ho visto ragazze o dirigenti che sono donne che stanno facendo bene, e in tutto il conflitto che si sta verificando in Sud Sudan ho sperimentato che le donne non sono coinvolte nelle attività di rivolta, nelle rapine, nelle truffe, in tutta questa corruzione. È per questo che sono sempre grato quando possiamo promuovere l'istruzione delle ragazze, specialmente queste ragazze. Lasciate che continuino ".

Patrick Taban, Principal Tutor del Maridi Health Science Institute: "Nonostante le turbolenze del Paese, l'Istituto è stato in grado di reclutare studenti provenienti da tutto il Sud Sudan. Abbiamo visto che l'interazione degli studenti provenienti da tutto il Paese sta portando un modo armonioso di vivere. Possano avere la possibilità di continuare.”

Di Tommy Simmons
Fondatore Amref Italia




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