SAM E QUEL RITMO NUOVO DELLA BARACCOPOLI

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15 Giu 2017

15 Giu 2017

SAM E QUEL RITMO NUOVO DELLA BARACCOPOLI

Samuel Navutanyi_Valentina Tamborra
“Anche io, come tanti bambini che aiuto, scappai di casa per andare a vivere in strada. Oggi tra le tantissime storie di violenze, droga, abbandono ci sono anche storie che hanno un ritmo ed un finale diversi: quello di un presente migliore, come quello di Evans e della sua musica con i Jua Kali Drummers”. Sam - operatore sociale Amref a Nairobi - racconta il suo lavoro in vista della Giornata Mondiale del Bambino Africano (venerdì 16 giugno)

“Sono nato a Nairobi, nello slum di Mathare Valley, uno dei più grandi del Kenya. È questo il luogo in cui sono cresciuto, fino all’età di 10 anni, quando sono scappato di casa ed ho iniziato a vivere in strada, nella parte più benestante della zona. L’ho fatto per mangiare, visto che mio padre non era in grado di procurare cibo per me e la mia famiglia e non avevo modo di frequentare la scuola". Samuel Navutanyi è un operatore sociale di Amref e lavora nella baraccopoli di Dagoretti, a Nairobi, con e per i bambini di strada. Le storie che incrocia hanno a che fare con droga, violenze, abbandono e vita tra i rifiuti. Ma anche storie di riscatto, come quella di Evans, che attraverso la musica, è stato attirato dal programma Children in need di Amref ed oggi trasforma i rifiuti in strumenti musicali. I bambini raccontati da Sam e la loro musica saranno anche al centro della mostra fotografica “Chokora il barattolo che voleva suonare”, nata dalla collaborazione tra la fotografa Valentina Tamborra, il giornalista e scrittore Mario De Santis ed Amref. La mostra verrà inaugurata il 22 giugno a Milano presso presso la Galleria Mario Giusti HQ-HEADQUARTER di Milano.

Vedere un bambino cambiare. “Ad un certo punto della mia vita mi sentivo così riconoscente nei confronti della Undugu Society of Kenya, una organizzazione che ha sostenuto la mia istruzione” racconta Sam “che mi sono chiesto come avrei potuto ripagare il loro lavoro e la fiducia che mi avevano dimostrato. Così decisi di iniziare io stesso ad assistere altri ragazzini, affinché avessero le mie stesse opportunità, se non addirittura migliori. In questo modo è iniziato il mio percorso di vita. Vedere un bambino cambiare è per me fonte d’ispirazione e mi fa desiderare di proseguire sempre meglio nel mio lavoro. Vedere anche solo un bambino sorridere di nuovo, dopo anni di sofferenze, vedere anche solo un bambino tornare a scuola dopo tanto tempo di abbandono, vedere anche solo un bambino riunirsi alla famiglia, dopo anni di separazione. È questo il mio percorso, questa è tutta la mia vita”.

Bambini di strada. Dove opera Sam - Dagoretti, slum di Nairobi - sono almeno 34 mila i bambini che vivono in strada. In Kenya - secondo varie stime - i bambini di strada sono tra 250 e 600 mila. “La vita negli slum è fonte di numerose difficoltà per le persone che vi vivono. Anzitutto vi è il problema dello smaltimento dei rifiuti, che peggiora all’aumentare delle migrazioni dalle aree rurali verso la città di Nairobi. Il risultato è un crescente e preoccupante degrado urbano. La scarsità e la sporcizia dell’acqua.

Cibo. "Un altro problema, riguarda poi l’alimentazione, che è scarsa e non abbastanza nutriente. In parte questo è dovuto anche alla grave e lunga siccità che ha colpito il Kenya - continua Sam - che ha distrutto raccolti e coltivazioni, facendo aumentare vertiginosamente il costo degli alimenti. Le famiglie povere che vivono negli slum non possono affrontare costi tanto alti e finiscono per patire la fame".

Scuola e raccolta rifiuti
. Una questione che affligge invece il mondo dell’infanzia è quella dell’abbandono scolastico, dovuto da una parte ai costi insostenibili dell’istruzione, dall’altra all’indisponibilità per le famiglie di redditi stabili e adeguati al loro sostentamento. Racconta Sam “ i bambini abbandonano la scuola e iniziano a vivere in strada, impegnandosi in attività come la raccolta dei rifiuti, che vengono poi venduti per contribuire al reddito famigliare".

Violenze. Si tratta di bambini che vivono in una condizione di estremo disagio, con storie di violenze e abusi alle spalle, perpetrati spesso dai loro stessi genitori. Altrettanto spesso questi ragazzi perdono i genitori a causa dell’HIV/AIDS, "spaventosamente diffusa nello slum” specifica Sam .

Le 4 R che salvano. Amref opera presso il Centro di Sviluppo e Protezione del Bambino di Dagoretti, situato a 10 Km dall’area Ovest del Centre Business District di Nairobi. Il progetto di Amref applica un processo conosciuto come le 4 R: Recupero, Riabilitazione, Risocializzazione e Reintegrazione. Dal 2001, anno di avvio del progetto, ad oggi, alcuni degli obiettivi centrati sono stati: recupero di oltre 5000 ragazzi e bambini di strada; il coinvolgimento di oltre 1000 di loro in percorsi educativi; il coinvolgimento di 600 ragazzi in corsi di formazione professionale.

Tra questi Evans
. Sam ci tiene a raccontare una storia di successo, quella di Evans. "Rimasto orfano a 10 anni, con i fratelli si rifugia da un cugino, che poi sparisce.” I soldi mancano per pagare l’affitto, come per comprare il cibo e sostenere le tasse scolastiche. Si trasferiscono a Waitaka - zona Dagoretti - dove lo scenario è lo stesso: baracche, rifiuti, degrado. “Ma Evans ha una grossa passione per la musica - racconta Sam - e talento per il teatro. E questo talento esce fuori dall’incontro con Amref che opera in quell’area”. Il proseguo rimane sempre duro, provante, ma Evans impara a suonare tanti strumenti musicali, soprattutto continua a studiare. "Oggi è membro dei Jua Kali Drummers, un gruppo musicale ed un progetto sociale che fonda le sue attività sull’utilizzo dei materiali riciclati per fare musica, raccontando così le storie della trasformazione della vita. Questa particolare band ha anche visitato l'Italia e partecipato nel 2009 all’ UMBRIA JAZZ FESTIVAL di Perugia”. Evans oggi è tutor del progetto di Amref a Dagoretti e forma bambini e ragazzi con corsi di musica, teatro e danza.

Foto: Valentina Tamborra



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