FUGA DAL SUD SUDAN. LUIS, L'UGANDA E QUEL PEZZO DI TERRA DONATA AI PROFUGHI

23 Feb 2018

23 Feb 2018
Fuga dal Sud Sudan. Luis, l'Uganda e quel pezzo di terra donata ai profughi
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LUis
Luis zappa, prepara dei fori per tirare su una casa in attesa di ritrovare la sua famiglia. Il terreno è una certezza, glielo ha consegnato il Governo ugandese. Il poterci vivere con i suoi cari non ancora. L'ultima volta li ha visti in Sud Sudan. Nel ritornare a casa sua moglie e i suoi otto figli non c'erano più. É sicuro si siano messi in cammino verso l'Uganda, così da quel giorno è iniziata la sua rincorsa. É certo che li ritroverà nella terra che ora lo ha accolto. Quella di Luis è una delle tante storie raccolte nei campi profughi del nord dell'Uganda, in una delle ultime missioni di Amref, in cui era presente anche Giusi Nicolini, già Sindaco di Lampedusa e Premio Unesco per la pace. 



Modello Uganda? Dell'Uganda il mondo dice "campione di accoglienza". Accoglienza che sta sperimentando da mesi nei confronti dei profughi sud sudanesi, che scappano da uno dei Paesi più drammaticamente in crisi al mondo. Sono 4 milioni le persone che in Sud Sudan hanno dovuto lasciare le proprie case. Chi muovendosi verso altri Paesi e chi in altre regioni sud sudanesi. In questi ultimi tempi arrivano in Uganda anche persone che fuggono dalla Rep. Democratica del Congo.

Invasione. Il modello Uganda interroga chi parla di "invasione". In totale, nel 2017, sono stati circa 1,4 milioni i rifugiati e richiedenti asilo accolti in Uganda, di questi circa 1milione provenienti dal Sud Sudan (fonte UNHCR). Una tale cifra - 1 milione - è stata toccata dall'intera Europa nel 2015. La differenza sta nel fatto che l’Europa è 42 volte più grande dell'Uganda.

Il modello Uganda interroga chi crede che l'unica via dell'immigrazione vada dall'Africa all'Europa, alle coste italiane. In Italia nel 2015 sono arrivate 153 mila persone. Nel 2016 181 mila, il 18% in più. Secondo Unhcr nel 2015 sono stati 18.4 milioni i rifugiati e sfollati interni nella sola area subsahariana. Inoltre, l’Africa subsahariana accoglie circa 4.4 milioni di rifugiati – più di qualsiasi altra regione.

Profughi e locali. Come per Luis, il Governo affida ai rifugiati due appezzamenti di terra, uno per coltivare ed uno per costruire la propria casa. Gli interventi messi in campo per l’accoglienza mirano ad aiutare per il 70% i rifugiati e per il 30% le popolazioni locali. L’obiettivo è una buona convivenza. E Maria, vedova fuggita dal Sud Sudan con sette figli, si sente in dovere di restituire al popolo ugandese il bene ricevuto. Offre il suo tempo nel centro sanitario di Rhino, dove vengono assistite e curate sia donne scappate dal Sud Sudan che ugandesi.

Il campo profughi. Rhino Camp è tra i cinque campi rifugiati più grandi del Paese, accoglie circa 120 mila persone. In generale a scappare dal Sud Sudan sono per l'82% donne e bambini. L'Uganda sta facendo fronte ad una delle crisi umanitarie più drammatiche al mondo. Qui l’assistenza sanitaria è per tutti. “Un viavai di indispensabili vaccinazioni, pesate dei bambini, file di mamme al controllo, somministrazione di antimalarici” ci racconta Gabriella Guido, di Amref Italia, in missione con Giusi Nicolini.

Nicolini. "Con gli insediamenti per i rifugiati" afferma Giusi Nicolini - "a Rhino, le vaste aree interne sono state collegate alla città di Arua e, quindi, al resto del Paese. L’arrivo dei rifugiati o, per meglio dire, l’organizzazione dell’accoglienza ha consentito di dare risposte ai bisogni della popolazione ugandese e ha innescato una economia locale altrimenti impensabile, attivata dal flusso di risorse e di persone concentrate appunto in aree tra le più povere e isolate del Paese".

Il progetto. A Rhino Camp Amref gestisce un progetto che vede la collaborazione tra Amref Uganda, Amref Italia e Intersos, realizzato grazie al supporto di Aics (Agenzia Italiana Cooperazione e Sviluppo)-un centro sanitario che offre consultazioni pediatriche, ostetriche, di medicina generale e pianificazione familiare, analisi di laboratorio (HIV, malaria), trattamento e prevenzione delle principali malattie (come la malaria o le infezioni respiratorie), anche e soprattutto di quelle trasmissibili.

Amref Italia. "Dobbiamo prendere spunto da un Paese che sta garantendo una dignitosa assistenza ai migranti - afferma il Direttore di Amref Italia, Guglielmo Micucci - con una risposta umana e istituzionale molto importante, bilanciando l'aiuto ai profughi con l'aiuto ai locali. Un equilibrio nelle scelte che in Italia non riusciamo ad avere per effetto di una costante paura, generata da una propaganda continua che parla di invasione. Al contrario i numeri che riguardano l'Italia sono gestibili".



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