RAFFAELLI: LA PRESIDENTE ETIOPE E I PROCESSI VIRTUOSI D'AFRICA

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30 Ott 2018

30 Ott 2018
Raffaelli: la presidente etiope e i processi virtuosi d'Africa
Presidente Etiopia
La scorsa settimana il Presidente di Amref Italia ha partecipato al Vertice Italia-Africa, convocato a Roma. Al vertice hanno preso parte, tra gli altri, anche i ministri degli Esteri di Etiopia ed Eritrea, coinvolti dallo storico processo di pace. 
"Quanto sta accadendo - spiega il presidente Mario Raffaelli - è effettivamente un processo estremamente promettente ma anche molto delicato. I recentissimi rinnovamenti etiopi, ad esempio, hanno avuto anche come risposta diversi focolai di tensione.
Ciò significa quindi, come è comprensibile e fisiologico, che ci sarà una fase di transizione che andrà gestita al meglio. In questo quadro l'Italia e l'Europa devono svolgere un ruolo". 
E un primo passo positivo, secondo il presidente di Amref, è stato proprio quello del governo italiano. 
"La visita del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte nei due Paesi africani - primo leader europeo a farlo, dopo l'accordo di pace - è stato un gesto politicamente importante: è bene che l'Unione Europea segua quest'esempio. E che questi importanti e simbolici atti vengano seguiti dal supporto concreto del processo di riconciliazione tra i due Stati".
Proprio in Etiopia da pochi giorni il rinnovamento ha il volto di Sahle-Work Zewde, la prima presidente donna dell’Etiopia,e l’unica donna capo di stato oggi in carica in un paese africano.

"Un segnale davvero positivo e un gesto profondamente innovativo - commenta Raffaelli - e che speriamo abbia ulteriori ricadute, anche in materia di empowerment e lotta alle disuguaglianze di genere. Va detto che il Presidente della Repubblica in Etiopia ha poteri limitati, rispetto al capo del governo (il nuovo primo ministro Abiy Ahmed è in carica da aprile, ndr), ma è in ogni caso un fatto importante, che continua la serie di cambiamenti profondi a livello politico e sociale che stanno accadendo in quel Paese".

Processi virtuosi, dunque, che si spera abbiano conseguenze sull'intera area. "Anche il Sud Sudan e il Congo vanno seguiti attentamente come aree di crisi che potrebbero potenzialmente avere una svolta positiva. Dopo anni e anni di gravi problemi, con cinque milioni di morti in Congo, il futuro potrebbe riservare grandi cambiamenti. Quando si innesca un processo di pace, quello che può accadere e che speriamo succeda è un effetto domino in positivo, che possa aiutare tutto il Corno d'Africa".
Mentre all'orizzonte si profila un'altra importante conferenza, il vertice sulla Libia, che si svolgerà a Palermo il 12 e 13 novembre prossimi. E che potrebbe avere risvolti e ripercussioni per molti processi in atto e per i rapporti tra Europa e Paesi africani. 



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