LOTTA ALLE MUTILAZIONI GENITALI FEMMINILI. AL VIA UN PROGETTO A ROMA

05 Feb 2018

05 Feb 2018
Lotta alle Mutilazioni Genitali Femminili. Al via un progetto a Roma
Celebrazione Riti Passaggio Alternativi
L'Africa che insegna. In occasione della Giornata Mondiale contro le Mutilazioni Genitali femminili - 6 febbraio - Amref presenta un progetto a fianco del Sistema Sanitario per una risposta corale, attraverso un modello africano. Scambio di buone pratiche e formazione tra Italia e Kenya. Prioritario informare gli operatori che le mutilazioni rappresentano un motivo per richiedere la protezione internazionale.

Un’atroce forma di violenza sul corpo delle donne, delle ragazze e delle bambine. Questo sono, innanzitutto, le mutilazioni genitali femminili (Female Genital Mutilation - FGM), che a livello globale riguardano 200 milioni di vittime, 500 mila la stima per la sola Europa. In Italia, una ricerca coordinata dall’Università di Milano-Bicocca, stima siano tra le 60 e le 80.000. Amref, in collaborazione con la ASL Roma 1/Samifo e il Centro di Riferimento Regionale per il Contrasto alle Mutilazioni Genitali Femminili/Ospedale San Camillo-Forlanini avvierà a Roma un progetto che intende prevenire e contrastare la pratica delle FGM attraverso attività di formazione dei professionisti coinvolti, di empowerment e coinvolgimento attivo delle comunità migranti e di sensibilizzazione e comunicazione sul tema. Il progetto è sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese.

Buone pratiche africane. In Africa Amref, presente da 60 anni con progetti di sviluppo e salute, ha maturato conoscenze e competenze forti e strutturate per la lotta alle mutilazioni genitali. La salute sessuale e riproduttiva è uno dei pilastri principali di intervento di Amref, che opera sensibilizzando le comunità e rendendole protagoniste del loro stesso cambiamento in Tanzania, Kenya, Etiopia, Uganda, Malawi, Senegal per contrastare le FGM. Amref lavora per sostituire le FGM con Riti di Passaggio Alternativi (ARP), durante i quali la violenta pratica delle mutilazioni è sostituita da un cerimoniale che prevede, tra l’altro, la benedizione di libri e quaderni, a significare che l’istruzione e l’empowerment, non il taglio, sono il vero motore di crescita per le future donne africane. Grazie a questi riti, Amref ha più di 15.000 bambine.

“La comprovata esperienza e le buone pratiche di Amref in Africa sul tema delle FGM sono rilevanti per il rafforzamento delle competenze e degli approcci del sistema socio-sanitario italiano che affronta questa sfida – afferma Paola Magni, coordinatrice del progetto per Amref Italia - In Italia come in Africa, Amref promuove un approccio integrato alla lotta alle FGM concentrandosi su l’ecosistema in cui questa pratica prospera, promuovendo un approccio di prevenzione che considera il contesto giuridico, i sistemi comunitari, l’educazione, i sistemi socio sanitari, i dati e la ricerca”.

La sinergia con i sistemi sanitari pubblici. Nel successo di questa battaglia in Africa, Amref fa leva su due componenti essenziali: da una parte il diretto coinvolgimento delle comunità beneficiarie e di chi le guida, dall’altra la stretta collaborazione con i sistemi di salute pubblica. Il nuovo progetto in avvio con la ASL Roma 1/Samifo e il Centro Regionale per il Contrasto alle MGF si fonda proprio su questa comprovata esperienza, puntando sul rafforzamento delle competenze e degli approcci del sistema socio-sanitario italiano e dei suoi operatori. “È necessario informare e formare le persone che entrano in contatto con le donne, dunque ostetriche, ginecologi, medici di base, le varie figure che operano nei consultori” spiega Giancarlo Santone, ASL Roma 1, Responsabile Centro Sa.Mi.Fo, che aggiunge: “Parlare di FGM non è parlare di qualcosa che è dall’altra parte del mondo. È necessario attivarsi anche in Italia per prevenire la pratica, aiutare le donne che ne sono state vittime e accrescere la consapevolezza anche di uomini e famiglie”.

Dalle FGM alla Protezione Internazionale. Il diritto europeo sull’asilo stabilisce che sono ammissibili alla protezione internazionale le donne che hanno il timore fondato di essere perseguitate o che sono esposte al rischio di subire MGF. Anche in questo senso, il contributo del sistema sanitario pubblico ha un ruolo fondamentale. Il Centro di Riferimento Regionale per il Contrasto alle MGF, partner del progetto, è istituito presso l’Ospedale San Camillo-Forlanini. Come spiega la responsabile Giovanna Scassellati “Abbiamo redatto delle Linee Guida (1) per il riconoscimento precoce delle vittime di mutilazioni – finanziate dal Dipartimento per le Pari Opportunità destinate agli operatori dei centri di accoglienza, che a volte mancano di informazioni fondamentali, prima fra tutte quella per cui se una migrante ha subito mutilazione, ha il diritto di richiedere la protezione internazionale”.

TESTIMONIANZE
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(1)Le linee guida sono state redatte dall’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini, Nosostras, Parsec, Università di Milano-Bicocca, Trame di terra e finanziate dal Dipartimento Per le Pari Opportunità-Presidenza del Consiglio dei Ministri



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