IL 30% DEI GIOVANI "VIVE NELLA PAURA". LE IMPLICAZIONI SOCIOECONOMICHE DEL COVID.

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19 Mag 2020

19 Mag 2020
Il 30% dei giovani "vive nella paura". Le implicazioni socioeconomiche del COVID.
giovani kenya
Il primo caso di COVID-19 in Kenya è stato rilevato il 12 marzo del 2020 e seguito da un costante aumento dei contagi. Nel contesto attuale, l’unico metodo efficace per contenere la diffusione del virus, è un radicale e rapido cambiamento di comportamento. Con l’aumento della gioventù keniota, la comprensione dei livelli di conoscenza dei giovani sul COVID-19, la loro percezione del rischio di infezione e degli effetti sulla loro salute, la loro predisposizione all’implementazione dei comportamenti raccomandati e il contesto socioeconomico, sono aspetti di fondamentale importanza, per incoraggiare l’impegno dei giovani nella lotta contro la pandemia.

Per questo motivo, Amref Health Africa, in collaborazione con il Ministero della Salute del Kenya, Y-ACT e Population Council, tra il 30 aprile e il 5 maggio del 2020, ha condotto dei sondaggi online e alcune interviste telefoniche, che hanno visto come protagonisti 2.153 giovani in 47 contee del Kenya. Gli intervistati sono stati scelti dalla piattaforma Y-ACT di Amref Health Africa, dalle piattaforme giovanili di altri stakeholders e dai riferimenti dei giovani tramite messaggistica SMS e social media.

Nella prima fase di analisi sono state acquisite informazioni generali sulle caratteristiche demografiche e didattiche dei giovani kenioti, al fine di rendere i risultati più neutrali possibili. Con un’età media di 26 anni, i giovani intervistati sono di età compresa tra i 18 e i 35 anni. Di questi, circa il 49,8% dei partecipanti è femmina e circa il 49,3% è maschio.

Inoltre, il 49,7% degli intervistati è disoccupato, il 19,3% ha un impiego formale, il 28,4% è un lavoratore autonomo, mentre il 2,6% preferisce non rispondere. Di questi, il 74,2% degli intervistati ha completato l’istruzione superiore, il 16,3% non ha portato a termine l’istruzione superiore, l’8,5% ha completato l’istruzione secondaria mentre l’1% ha completato la scuola elementare o di livello inferiore.

I risultati principali rispetto alla conoscenza dei giovani, le loro percezioni, le loro fonti di informazione e le pratiche implementate, sono i seguenti. La conoscenza dei sintomi e delle pratiche di prevenzione COVID-19 è elevata, con circa il 90% dei giovani in grado di identificare correttamente almeno tre sintomi. Per quanto riguarda la percezione del rischio di contagio e degli effetti sulla loro salute, solo il 26% dei giovani (circa 1 su 4) percepisce un alto rischio di infezione da COVID-19. Tuttavia, la maggior parte dei giovani ha adottato cambiamenti comportamentali positivi per evitare l’infezione da quando ha iniziato a ricevere messaggi su COVID-19, quali evitare spostamenti non necessari (99%) e lavarsi le mani più frequentemente (98%). Inoltre, è stato concluso che i social media e la televisione sono le fonti più utilizzate di informazione relative a COVID-19 da parte dei giovani di tutto il Kenya rispettivamente al 66,4% e al 62,2%.

COVID-19 ha significativi effetti negativi sulla salute mentale e sullo stato economico e sociale dei giovani: quasi un terzo dei partecipanti (27%) è stressato, e il 30% ha riferito di “vivere nella paura”. Circa il 12% ha riferito un aumento del crimine nel proprio quartiere, il 50% ha registrato una significativa riduzione del reddito e il 22,9% degli occupati ha riportato una perdita completa dei posti di lavoro. Inoltre, il 34% ha registrato un aumento delle spese domestiche e il 33% ha registrato un aumento dei prezzi dei prodotti alimentari.

Secondo i risultati ottenuti dalle interviste e dai sondaggi, le principali esigenze della gioventù in caso di lockdown sono: cibo (93%), acqua (62%), denaro (54%), aria aperta (41%) e cure mediche (32%).

Inoltre, ai giovani sono state poste alcune domande rispetto alla capacità di auto-isolamento e/o di isolare chiunque nella propria famiglia nel caso di contagio, per 14 giorni. In questo caso, meno di un terzo (27%) ha riferito che i membri della loro comunità hanno la possibilità di auto-isolarsi a casa per 14 giorni. I motivi per non essere in grado di auto-isolarsi includono: famiglie che condividono un unico bagno (60,3%), persone che vivono in una sola stanza (52%) e persone che non possono permettersi di rimanere a causa della perdita di reddito (42%).

Per concludere, ai giovani è stato lasciato spazio per dare suggerimenti ed esprimere le proprie opinioni rispetto alla risposta all’emergenza COVID-19 nel loro Paese. Secondo i partecipanti, è necessario che governi e partner investano in programmi di salute mentale e supporto psicosociale durante questo periodo di pandemia, e che amplino le opportunità di lavoro digitale per i giovani.

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File originale:
Kenya:-effects-of-COVID-19-among-the-youth.pdf



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