Lavoro  in rete per  l'ascolto,  l'orientamento e la cura delle persone vulnerabili

Dal  2008  ad  oggi, in Italia si è registrato un costante e progressivo aumento delle persone in situazione di vulnerabilità e povertà: secondo i dati ISTAT del 2014, si registrano circa 50.000 persone senza fissa dimora sul territorio nazionale, di cui 2.250 in Piemonte e 1.729 a Torino.

Tale numero andrebbe aggiornato con tutte le persone che nel corso del 2020 hanno visto peggiorata la loro condizione economica a causa dell'emergenza Covid-19.

Dal 2017 Amref coordina due sportelli di orientamento sanitario per migliorare le condizioni di salute delle persone senza fissa dimora e vulnerabili della città di Torino.

L'obiettivo è di ricostruire percorsi di cura efficaci attraverso l'empowerment e il rafforzamento delle competenze di salute delle persone  vulnerabili e il rafforzamento della rete sanitaria pubblica e del privato-sociale sul territorio torinese.

Gli ambulatori si avvalgono del lavoro volontario di un gruppo di medici, operatori sanitari e infermieri che garantiscono l'apertura degli ambulatori per 5 mattine a settimana (complessivamente sui 2 poli).  

Attività 2021

  • Servizi di ascolto e assistenza sanitaria di base erogati da medici e/o infermieri volontari e un servizio fisioterapico, psichiatrico e dermatologico su appuntamento. 
  • Orientamento ai servizi e distribuzione di farmaci da banco e altri prodotti terapeutici.
  • Attivazione di uno sportello socio-legale di presa in carico di casi di particolare vulnerabilità, che necessitano di affrontare bisogni come la ricerca del lavoro, il rinnovo di permessi di soggiorno, lo smaltimento pratiche, ecc.
  • Strutturazione di 2 poli di ascolto e orientamento socio-sanitario in  collaborazione con La Casa del Quartiere di Barriera di Milano e con il Drop-in del Gruppo Abele. La collaborazione con il primo centro vedrà la presenza di un operatore socio-legale e un volontario sanitario per prevenire percorsi di marginalizzazione e fragilità del paziente. Con il secondo centro si prevede la strutturazione di un ambulatorio con la presenza di un medico e uno psicologo volontari, con l'obiettivo di prendere in carico esigenze sanitarie specifiche e orientare ai servizi sanitari sul territorio.
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