Il progetto punta a migliorare le condizioni di vita delle comunità di accoglienza e la loro capacità di reagire con un approccio costruttivo al crescente flusso di migranti.

Di tutti i rifugiati accolti dall’Etiopia, 408.408 sud sudanesi sono ospitati solo nella Regione etiope di Gambella, al confine con il Sud Sudan. Nel 2017, per la prima volta, il numero di rifugiati ha superato quello degli abitanti della Regione, che ovviamente faticano ad accettare questa realtà oppressiva, forzata. Le tensioni, causate dal sovrappopolamento, dalla fame e dalla sete sono inevitabili e sfociano in conflitti per le risorse, per gli animali, per i servizi primari. 

Gli attori umanitari e il Governo etiope si stanno impegnando per affrontare la crisi, ma restano gravi le carenze nei settori idrico, igienico-sanitario, della salute e dell’educazione.

Alcuni risultati 2019:

  • 43 operatori sanitari locali formati;;
  • 8.338 persone sensibilizzate all’interno delle comunità;
  • 610 famiglie hanno costruito le latrine;
  • 6 attività generatrici di reddito istituite (sanitation marketing);
  • 30 artigiani formati sulla gestione delle attività imprenditoriali;
  • 7 kit per la produzione di materiale sanitario distribuiti;;
  • 12 studentesse e 12 insegnanti formati sulla gestione dell’igiene mestruale;
  • 114 membri della Women Development Army (WDA) sensibilizzazione su pratiche alimentari e igieniche;
  • 6 gruppi per la gestione dell’acqua, delle infrastrutture idriche e dell’igiene formati;
  • Installazione di 5 pozzi con pompe alimentate ad energia solare;
  • Installazione di 2 pozzi con pompe manuali;
  •  7 Comitati istituiti e formati sulla gestione dell’acqua e sull’igiene (40 persone formate sul ruolo e sulle responsabilità dei Comitati).