ENERGIA SOLARE NEI VILLAGGI RURALI

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Dopo la fine della guerra civile nel 1992 che ha portato stabilità macroeconomica, riforme di mercato e un ambiente favorevole agli investimenti diretti esteri l’economia mozambicana ha registrato aumenti del PIL reale tra i più elevati del continente africano (8% in media all'anno negli ultimi quindici anni).



Prodotto interno lordo (Miliardo Dollari)
Fonte: FMI

Un ruolo determinante nello sviluppo del Paese è stato giocato dai consistenti afflussi di aiuti dall’estero e da una serie di investimenti industriali di larga scala in settori ad elevata intensità di capitale. Nel periodo 2015- 2019 si prevede una crescita annuale del 7,3 % in media, stimolata da nuovi investimenti infrastrutturali. Inoltre, la recente scoperta di ingenti giacimenti off-shore di gas naturale nel bacino del Rovuma è destinata ad attirare un importante flusso di investimenti esteri diretti nel medio termine, anche se l’avvio della produzione di LNG è atteso non prima del 2020.

Il Paese, tuttavia, resta fra i più poveri al mondo anche se sta progressivamente migliorando i propri indicatori di sviluppo in termini di raggiungimento dei Millennium Development Goals.
Secondo il bollettino delle Nazioni Unite (UN, 2016) tra il 2015 e il 2016 si è verificato uno dei fenomeni più violenti degli ultimi 50 anni: il fenomeno climatico El Niño ha provocato secche intense in Africa Meridionale ed in particolar modo in Mozambico. Le alluvioni verificatesi al nord del Paese hanno avuto effetti devastanti sulla popolazione. Generalmente, per l’Africa Meridionale, El Niño implica una diminuzione delle precipitazioni e la manifestazione di eventi di siccità periodica. Tra le problematiche causate dalla siccità, dalla mancanza d’acqua e dalla scarsa igiene ci sono le malattie, prima fra tutte il colera. Inoltre, la situazione socio-politica è peggiorata tra la fine del 2015 e l‘inizio del 2016.

Il paese sta attraversando una crisi politica e militare che ha portato migliaia di persone a fuggire nei paesi limitrofi, in particolare in Malawi, dove nel marzo 2016 è stato registrato l’arrivo di più di 10.000 persone. Il costante aumento del numero di rifugiati ha indotto il governo malawiano a riaprire un ex campo profughi a Kapise. All’origine di questo esponenziale numero di rifugiati in fuga dal paese vi è lo scontro tra le forze governative del partito Fronte di liberazione del Mozambico (Frelimo) ed il braccio armato del principale partito di opposizione, la Resistenza nazionale mozambicana (Renamo). Nonostante la guerra civile sia terminata ufficialmente nel 1992, gli scontri sono ricominciati nel giugno 2015.

Il leader dell’opposizione, Afonso Dhlakama, non appare più in pubblico dall’ottobre 2015 ed il presidente Filipe Nyusi sembra tendere sempre di più verso l’uso della violenza e degli scontri armati per fronteggiare il movimento di liberazione. Dal 2015 infatti, il governo ha inviato le sue truppe nelle province centrali del paese, zone in cui si basano le forze della Renamo.

In questo crescente contesto di incertezza Amref lavora nel paese supportando la formazione di personale sanitario e migliorando le condizioni socio-economiche delle popolazioni più svantaggiate del paese attraverso un’innovativa partnership pubblico-privata tra la ONG e il gruppo italiano Heliopolis Energia volta a favorire l’accesso a energia solare nei villaggi rurali.

Più del 70 % della popolazione dell’Africa sub-sahariana rimane al buio dopo il tramonto. Il continente più assolato è quello a cui manca maggiormente la luce. Questo deficit è ancora un grosso freno per lo sviluppo e talvolta per la stessa sopravvivenza delle popolazioni locali. L’Africa è rimasta, in questo senso, il continente nero.”

Alle competenze tecniche del gruppo Heliopolis in grado di fornire energia elettrica attraverso l’istallazione dei pannelli solari e la formazione per la loro gestione sostenibile, Amref unisce le proprie competenze in ambito sanitario. Non solo l’organizzazione punta a farsi carico dei costi del leasing iniziale per l’istallazione presso le famiglie, ma anche a diffondere pratiche sanitarie corrette rese possibili proprio attraverso l’accesso ad energie rinnovabili.

Il concetto di cui Amref si fa carico è luce per la salute per fare in modo che il servizio raggiunga le famiglie ma anche i centri sanitari periferici per migliorare l’erogazione di servizi di emergenza, l’utilizzo delle aree di assistenza al parto anche in orario notturno, la conservazione dei vaccini; luce per l’educazione consentendo ai bambini di poter studiare a casa e a scuola, luce ed energia per la salute riducendo il ricorso a legna da ardere per cucinare con la conseguente riduzione dell’impatto sull’ambiente e sulla salute derivata dall’inalazione dei fumi o dal ricorso al kerosene: infatti la maggior parte degli africani che vivono in zone non raggiunte dall’elettricità usa lampade al kerosene: altamente tossiche e inquinanti.

Luce per l’acqua e i servizi igienici riducendo il ricorso all’utilizzo di petrolio per alimentare i generatori utilizzati per il pompaggio dell’acqua dai pozzi di profondità e portando i pannelli solari presso le strutture sanitarie comunitarie riducendo il rischio per le donne che ne usufruiscono di notte.

Si tratta per il momento di un progetto pilota: Heliopolis si occupa della fornitura e dell’installazione dei pannelli solari, della formazione delle comunità, sui temi legati al funzionamento della tecnologia hardware e software installata e alla 
modalità di riscossione dei pagamenti e di monitoraggio dei dati, per garantire una corretta 
gestione dei pannelli, dell’assistenza tecnica specialistica, qualora l’assistenza di base degli agenti non sia sufficiente, in remoto o con l’invio e l’intervento in loco di una squadra tecnica.

Amref si occupa del sostegno alle famiglie e le strutture sanitarie per favorire l’accesso iniziale ai servizi, (80 settimane), la formazione delle comunità e degli operatori sanitari per sensibilizzare sull’utilizzo dell’energia alternativa per l’agricoltura e la salute puntando ad uno sviluppo sostenibile dal punto di vista ambientale, economico e sociale.

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