L'ETIOPIA SI DIFENDE DALLA "MINACCIA ESISTENZIALE" COVID-19

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24 Mar 2020

24 Mar 2020
L'Etiopia si difende dalla "minaccia esistenziale" Covid-19
Abiy Ahmed
Abiy Ahmed, Primo Ministro etiope, insignito del premio Nobel per la pace 2019, ha fatto appello ai Paesi del G20 affinché sostengano le economie africane rese vulnerabili dal Coronavirus, alleggeriscano il debito e preparino un piano di aiuti finanziari urgenti del valore di 150 miliardi di dollari. La pandemia “è una minaccia esistenziale per le economie dei Paesi africani,” si legge in un comunicato del Primo Ministro etiope.

Luigi Bottura, referente dei Progetti di Amref Italia in Etiopia, ci racconta le realtà relative al Covid-19, presenti ad Addis Abeba.

Quali sono gli stati d’animo più diffusi in questo momento?
Qui ci si trova a che fare con due realtà abbastanza distinte: una è quella della comunità internazionale e una quella della comunità etiopica. Chi ha una conoscenza maggiore della realtà internazionale, per una serie di informazioni in più a cui hanno accesso, si sta muovendo un po’ come è successo in Italia: stando a casa e limitando il più possibile gli spostamenti. La maggior parte della popolazione etiopica, dall’altra parte, pensa non sia un grosso problema e continua a comportarsi come ha fatto fino ad ora.

Come è cambiata la vita quotidiana?

La vita ad Addis Abeba non è molto cambiata dato che a parte la comunità internazionale e una minima parte della comunità etiopica, il resto della popolazione continua a vivere nello stesso modo di prima. Nei supermercati sono stati introdotti punti di igienizzazione delle mani al momento dell’ingresso, come del resto in tanti altri uffici ma a parte questo nulla è stato ancora concretamente fatto.

Come si sta muovendo il governo, in Etiopia, per contrastare il Coronavirus?
Il governo ha bandito manifestazioni ed eventi pubblici, incontri, ed alcuni uffici governativi hanno ridotto il personale. La maggior parte delle organizzazioni internazionali utilizza il lavoro agile, da casa, e si susseguono programmi televisivi, radiofonici, ecc., come campagna di sensibilizzazione rispetto alle norme igieniche da utilizzare (lavaggio delle mani, ecc.) e il rispetto della social distance (1 metro dalle altre persone). La Telecom ha poi introdotto una spiegazione sempre delle norme igieniche durante l’attesa delle telefonate per cui una voce registrata in attesa della risposta dell’utente si sente dire quali norme igieniche sono consigliate.

Quali sono le prospettive del Paese?
Non si sa esattamente, ad oggi i casi ufficiali sembra siano una decina, ma non facendo tamponi costanti è difficile da dire se il virus è più diffuso rispetto a quanto dichiarato, anche perché la maggior parte dei contagiati potrebbero essere asintomatici e quindi, per il tipo di vita sociale che esiste qui in Etiopia, la situazione potrebbe essere più grave di quanto ufficializzato. Sicuramente le strutture sanitarie, sia esse pubbliche o private non hanno abbastanza mezzi e medicinali per affrontare una crisi su larga scala come per esempio sta succedendo in Italia e questo preoccupa il personale coinvolto, che sta valutando quali misure mettere in pratica prima di arrivare a situazioni limite.

Secondo gli ultimi dati a disposizione, in Etiopia sono stati evidenziati casi di Covid-19, come anche nelle zone circostanti: Kenya, Sudan e Somalia. Quali sono le paure dalla popolazione?
Essendo tutti i casi ufficiali provenienti dall’estero la paura è che siano gli stranieri che lo portano in Etiopia, quindi in alcuni casi c’è stato anche una sorta di “discriminazione” nei confronti degli stranieri. Gli autisti del servizio di taxi Ride, che è l’Uber etiopico, per esempio, si rifiutavano di fornire il servizio agli stranieri.

Come si sta muovendo Amref in Etiopia per partecipare a questa emergenza?

A parte le misure igienico-sanitarie negli uffici di Amref e sezioni di conoscenza della problematica tenutesi in vari momenti, già prima della comparsa dei primi casi in Etiopia, ha formulato una proposta d’emergenza presentata a USAID. Oltre a questo, si intende sensibilizzare i Community Health Workers sulla problematica in tutto il paese. Amref, inoltre, fa parte di un tavolo di lavoro essendo comunque uno dei principali interlocutori del governo etiopico in campo sanitario.

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Per saperne di più, Amref Health Africa-Italia ha creato uno spazio dedicato ai contenuti riguardanti lo sviluppo di Covid-19 nel mondo e in Africa: Wakelet, Speciale Coronavirus

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