L'ACQUA MUOVE I POPOLI

Home News & Eventi Blog
16 Feb 2017
16 Feb 2017

L'acqua muove i popoli

carico acqua
Ci sono parti dell’Africa dove la malnutrizione è uno stato cronico causato dal fattore comune della diffusa povertà. E la malnutrizione - una cattiva nutrizione fatta di insufficienti varietà e quantità di cibo - riguarda chi abita nei quartieri poveri delle città, gli agricoltori, i pastori e anche i pescatori; chi ne patisce di più le conseguenze a lungo termine sono sempre i bambini perché minati nel momento più importante dello sviluppo e la crescita.

Periodicamente però questo stato cronico si aggrava ulteriormente a causa di un clima inclemente e questo dramma continentale si guadagna gli onori della cronaca dei media internazionale perché il grado di malnutrizione diventa più diffuso e più estremo. Ma biasimare solo il clima per l’evolversi di queste crisi è sbagliato perché non permette di affrontare le radici reali del problema.

Anche se non sono quotati sui mercati internazionali (diversamente dai metalli rari) i beni più preziosi e oggetto di concorrenza del pianeta sono l’acqua e la terra, perché sono beni limitati e senza di essi non potremmo bere, coltivare o mangiare e dunque esistere.

Nel continente africano la grande crescita demografica e gli alti tassi di urbanizzazione stanno assorbendo quantità senza precedenti di acqua e terra. La demografia e un’agricoltura povera fanno si che un numero sempre crescente di famiglie si sposta a vivere in zone sempre più marginali che non possono garantire con continuità il sostentamento di tutti. La demografia e la ricerca di un reddito spinge i poveri anche ad erodere quotidianamente le foreste del continente, per ricavare legna da vendere o da ardere per produrre carbone. Queste attività riducono gradualmente la capacità di raccolta e conservazione dell’acqua piovana, impattando alla fine sulla portata dei fiumi che un tempo riuscivano a dissetare anche ad alcune delle zone più aride.

Chi non può più vivere dove è nato e non trova neanche spazio o speranza nelle terre marginali finisce invece per migrare verso le città. La crescita urbana africana riguarda milioni di persone ogni anno che oltre a dover essere dissetate hanno bisogno di nuove case, strade, scuole, centri sanitari. Sebbene spesso non ci si pensi, la costruzione di centinaia di migliaia di nuovi edifici l’anno occupa spazi sempre crescenti di terra e richiede quantità enormi di acqua, poiché - come è noto- senz’acqua il cemento rimane una polvere.

Alla fine, semplicemente, in molti Paesi non c’é acqua per tutti perché con quella che c’é non è possibile al contempo dissetare, irrigare e costruire.

L’impatto degli estremi climatici è sotto gli occhi di (quasi) tutti - in questi giorni ne sta patendo gravemente anche la ricca California che, emergendo da una lunga siccità ora è alle prese con l’afflusso di quantità ingestibili di acqua nella diga più grande degli Stati Uniti - ma considerando che di carestie ha parlato anche l’Antico Testamento ovviamente non c’é niente di nuovo. La novità è che l’impatto di alluvioni e siccità sull’uomo è sempre crescente in termini di frequenza e di numeri e che a monte delle crisi che essere causano oggi c’é soprattutto l’opera dell’umanità e della sua incapacità di pianificare ed affrontare seriamente le conseguenze di lungo termine delle sue azioni.

Tommy Simmons
Fondatore Amref Italia



Altre informazioni correlate



Iscriviti alla nostra newsletter

ISCRIVITI