Nel corso dell’ultimo anno, gran parte della comunità scientifica ha lavorato sulla predisposizione di un vaccino efficace contro il COVID-19. La ricerca è in continua evoluzione, tuttavia, le autorità competenti hanno ora rilasciato l’autorizzazione all’utilizzo di diversi vaccini, in diverse zone del globo. Ad oggi, infatti, la maggior parte dei Paesi sviluppati si trova nelle fasi avanzate delle rispettive campagne di vaccinazione COVID-19. Ma un numero elevato di Paesi in via di sviluppo, tra cui la maggior parte dei Paesi africani, sono ancora nelle fasi iniziali.

I Paesi africani stanno cercando di superare la mancanza utilizzando un approccio su più fronti per garantire i vaccini. Ciò include l’approvvigionamento tramite:

  • Il meccanismo COVAX. Si tratta di un’iniziativa globale volta a garantire un accesso equo ai vaccini anti-COVID-19. È guidato da organizzazioni sanitarie globali tra cui GAVI, l’Organizzazione mondiale della sanità e la Coalition for Epidemic Preparedness Innovations;
  • il COVID-19 African Vaccine Acquisition Task Team (AVATT), istituito dall’Unione Africana;
  • accordi bilaterali con i produttori, e
  • donazioni da altri Paesi.

Grazie a questi mezzi di approvvigionamento, più della metà dei Paesi del continente ha ora ricevuto i vaccini, e un numero crescente ha iniziato a somministrarli. “Questi sono tempi storici” ha infatti dichiarato Strive Masiyiwa, inviato speciale dell’Unione africana. “Per la prima volta nella storia, l’Africa si è assicurata l’accesso a milioni di dosi di vaccino nel mezzo di una pandemia, come la maggior parte dei Paesi occidentali”. Tuttavia, le dosi ricevute tramite il meccanismo COVAX, 8,3 milioni, non riflettono le necessità sanitarie di un continente che ospita con 1,3 miliardi di abitanti. Per raggiungere l’obiettivo di vaccinare almeno il 60% della popolazione (circa 780 milioni di africani) l’Africa avrà infatti bisogno di circa 1,5 miliardi di dosi di vaccino che, secondo le stime attuali, potrebbero costare tra gli 8 miliardi e i 16 miliardi di dollari, con costi aggiuntivi del 20-30%, per il programma di distribuzione vaccinazione.

Il consulente scientifico dell’Africa CDC, Nicaise Ndembi, ha dichiarato che i funzionari sanitari sono “grati per il COVAX, ma felici di avere anche soluzioni alternative”. Alle dosi di vaccini COVID-19 distribuiti utilizzando il meccanismo COVAX, si aggiungono infatti 270 milioni di dosi provvisorie che sono state garantite dall’AVATT per la distribuzione in tutto il continente.

Ad oggi, hanno ricevuto i vaccini 30 Paesi africani: Marocco, Algeria, Tunisia, Egitto, Sudan, Etiopia, Somalia, Kenya, Uganda, Ruanda, Repubblica Democratica del Congo, Congo, Guinea equatoriale, Angola, Zimbabwe, Mozambico, Malawi, Sud Africa, Nigeria, Benin, Togo, Ghana, Costa d’Avorio, Liberia, Mali, Sierra Leone, Guinea e Senegal. Tra questi, 20 Paesi hanno iniziato a somministrare i vaccini: Algeria, Marocco, Senegal, Guinea, Sierra Leone, Costa d’Avorio, Ghana, Togo, Nigeria, Angola, Sud Africa, Mozambico, Zimbabwe, Malawi, Kenya, Uganda, Ruanda, Sudan ed Egitto.

Il Marocco è il Paese africano la cui campagna vaccinale più avanzata. Il Marocco ha infatti somministrato, ad oggi, almeno 7.634.475 dosi di vaccini COVID.

Anche Amref, come da sempre dall’inizio dell’emergenza, mette a disposizione tutte le risorse che ha, come per esempio Amref Flying Doctors, il principale fornitore di servizi di ambulanza aerea in Africa, per garantire che ogni Paese possa accedere ai vaccini. I Flying Doctors – altamente competenti e specializzati nel recupero e nel trasferimento di pazienti con malattie contagiose – sono infatti atterrati il 4 marzo all’aeroporto di Mandera, in Kenya, con le prime dosi di vaccino anti-COVID.

  • Il primo lotto di vaccini è stato trasferito rapidamente e con rigoroso rispetto della catena del freddo, a Mandera, e siamo fieri di questo traguardo, ma sappiamo che non basta.
    Dott. Joseph Lelo
    Dott. Joseph Lelo Direttore medico di Amref Flying Doctors

Ai ritmi attuali si stima infatti che l’Africa impiegherebbe tre anni per vaccinare almeno il 60% della popolazione e riuscire così a fermare la circolazione del virus.

Un tempo infinito che mette a rischio la salute di tutti. Dobbiamo fare tutto il possibile per vaccinare in modo efficace, rapido e sicuro la popolazione africana. Per il bene di tutti.