Brevetti, dosi in eccesso, rafforzamento sistemi sanitari, le proposte di Amref che spera di vedere i leader del G7 solidali con l’Africa, per creare le giuste condizioni per porre fine al COVID-19 ovunque, senza che nessuno venga lasciato indietro. L’appello di Amref Canada, Francia, Italia, UK.

Il COVID-19 è da tempo un tema globale, e i leader del G7 lo riconoscono come tale. Tuttavia, serve maggior impegno da parte dei capi di Stato per debellare il COVID-19 su scala mondiale. Ciò diventa ancor più evidente quando si considerano i vaccini e il modo in cui questi ultimi vengono distribuiti e somministrati. Solo l’1,9% delle persone in Africa ha infatti ricevuto almeno una dose di vaccino contro il COVID-19, rispetto al 33% in Europa e al 38% in Nord America.

Nel mondo occidentale, specialmente tra gli abitanti dei Paesi che costituiscono il G7, il Continente africano sembra lontano, sia geograficamente che emotivamente. Tuttavia, come ci ha confermato la pandemia, la distanza, nel mondo interconnesso che abitiamo oggi, non ha rilevanza. La realtà è infatti che nessuno è al sicuro finché non siamo tutti al sicuro, e i Paesi sviluppati non torneranno a vivere come prima, se si lasciano indietro quelli meno sviluppati.

Questo vale sia a livello sanitario che a livello economico. Tra gli altri, il Regno Unito, la Francia, l’Italia e il Canada possono, in modo sicuro e graduale, allentare le misure restrittive man mano che i piani vaccinali avanzano. Tuttavia, la salute delle loro economie è interconnessa a quella delle economie africane. Il COVID-19 ha colpito duramente le economie dell’Africa, specialmente nel territorio sub-sahariano, annullando circa cinque anni di progressi. L’Africa sub-sahariana, nel 2020, è scivolata nella sua prima recessione in un quarto di secolo, a causa della pandemia di coronavirus, e si stima che circa 32 milioni di persone in più siano cadute in condizioni di estrema povertà, rispetto all’anno precedente.

Tra l’11 e il 13 giugno il G7 si riunirà in Cornovaglia, nel Regno Unito, e la necessità di questo incontro nasce dalla consapevolezza che le sfide presentate dal COVID-19 sono molteplici, globali, interconnesse e complesse.

Amref Health Africa in Canada, Francia, Italia e Regno Unito, in qualità di principale organizzazione sanitaria internazionale africana, con sede in 4 dei principali Paesi che compongono il G7, sta proponendo alcune soluzioni che ritiene debbano essere adottate dai nostri leader.

1. La rinuncia ai diritti di proprietà intellettuale. Questo è un passaggio importante e necessario. Tutti i leader del G7 dovrebbero sostenere le richieste, finora avanzate da India e Sudafrica, per la rinuncia temporanea ai diritti di proprietà intellettuale delle aziende farmaceutiche per le tecnologie e i prodotti anti-COVID-19, inclusi vaccini, diagnostica e terapie. Amref Health Africa si complimenta il Presidente Macron per aver sostenuto questa richiesta e confida che il Primo Ministro Johnson e il Primo Ministro Trudeau confermeranno presto pubblicamente il loro sostegno. Ciò sarebbe in linea con ciò che chiedono i propri cittadini: il 70% dei cittadini del G7 sostiene infatti la condivisione delle conoscenze relative al vaccino anti-COVID-19, secondo un sondaggio condotto da The People’s Vaccine, di cui Amref Health Africa è un orgoglioso membro.

2. La donazione delle dosi in eccesso di vaccini COVID-19 tramite COVAX ora (e prima che scadano). Il Canada, per esempio, ha contratti per l’acquisto di più dosi di vaccino contro il COVID-19 per persona rispetto a qualsiasi altro Paese al mondo. La ricerca dell’Unicef suggerisce inoltre che il Regno Unito potrebbe donare il 20% delle dosi che acquista ed essere ancora in grado di vaccinare tutti gli adulti entro la fine del mese di luglio. Tutti i leader del G7 devono impegnarsi a stabilire e raggiungere obiettivi chiari per la condivisione delle dosi di vaccino necessarie per garantire che ci sia una fornitura affidabile ai Paesi africani, come ha fatto il presidente Biden. Applaudiamo l’impegno del presidente Macron a fornire 500.000 dosi attraverso il meccanismo COVAX entro la metà di giugno 2021, e l’impegno del Primo Ministro italiano Draghi a fornirne 15 milioni entro la fine dell’anno.

3. I leader del G7 devono investire nel rafforzamento sostenibile dei sistemi sanitari, delle risorse umane per la salute e della ricerca e dello sviluppo sanitari nei Paesi africani. Molti Paesi dell’Africa sub-sahariana hanno sistemi sanitari fragili che sono stati ulteriormente indeboliti a causa della pandemia e una grave carenza di operatori sanitari in prima linea aggravata dal COVID-19. La mancanza di investimenti sta ora creando sfide per garantire alle persone i pochi vaccini disponibili nella regione dell’Africa sub-sahariana. I Paesi del G7 possono sostenere al meglio gli investimenti a lungo termine in queste aree critiche garantendo di raggiungere l’obiettivo di contribuire con lo 0,7% del reddito nazionale lordo (RNL) all’aiuto pubblico allo sviluppo (APS). Il Regno Unito aveva raggiunto l’obiettivo dello 0,7%, fin quando non ha annunciato tagli significativi agli investimenti, riducendo la sua assegnazione di aiuti allo 0,5% dell’RNL e promettendo di aumentarlo nuovamente “quando la situazione fiscale lo consentirà”. Francia, Italia e Canada si situano rispettivamente allo 0,53%, 0,22% e 0,31%.

Porre fine alla pandemia ovunque è in nostro potere. Quello che manca è la volontà politica e il coraggio di compiere passi coraggiosi che non assomiglino al “business as usual” (vecchi modi di fare business, basati su compiti ripetitivi e nessun senso critico per il miglioramento) ma che siano la cosa giusta da fare: sia per i cittadini dei Paesi del G7 che per il resto del mondo. Questa settimana, Amref spera di vedere i leader del G7 solidali con l’Africa, creare le giuste condizioni per porre fine al COVID-19 ovunque, senza che nessuno venga lasciato indietro.