Gli scali portuali di Mariupol, Odessa e delle altre città ucraine e russe che affacciano sul Mar Nero sono bloccati dalla guerra.

Da questi porti dipende la sopravvivenza di milioni di persone che vivono anche nell’Africa Sub-Sahariana.

Senza le forniture di grano e di altri beni alimentari conservati nei container degli scali ucraini e russi una crisi alimentare mondiale sarà inevitabile.

  • Il contesto
    Il conflitto in Ucraina sta avendo ripercussioni sui prezzi globali di cibo, energia e fertilizzanti e probabilmente aggraverà le condizioni di insicurezza alimentare globale. Basti pensare che, solo nel 2021, Ucraina e Russia erano tra i principali distributori mondiali di grano (33%), orzo (27%), mais (17%), semi di girasole (24%) e olio di girasole (73%) (IFPRI, febbraio 2022). La Federazione Russa è il primo esportatore mondiale di fertilizzanti azotati, il secondo principale fornitore di fertilizzanti di potassio e il terzo più grande esportatore di fertilizzanti al fosforo (FAO, marzo 2022). Circa il 95% delle esportazioni ucraine di grano transitano attraverso le città di Odessa, Mariupol e Kherson, che sono state gravemente danneggiate nel conflitto. Inoltre, tutti i porti del Mar Nero sono bloccati. Se non si sbloccano le forniture provenienti dai porti ucraini e russi la situazione potrà solo peggiorare. A soffrirne maggiormente saranno soprattutto le popolazioni che vivono nel Corno d’Africa, già duramente colpite dagli effetti del COVID e del cambiamento climatico.
  • Le nostre richieste
    Ci rivolgiamo al segretario generale delle Nazioni Unite affinché si mobiliti per chiedere lo sblocco dei porti ucraini e russi. Solo in questo modo sarà possibile proteggere le popolazioni del continente africano più colpite dall’insicurezza alimentare.
  • A chi consegneremo la tua firma
    La tua firma sarà consegnata al Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite.
  • Il testo completo della petizione
    Egregi membri del Consiglio per i diritti umani, vi scrivo per sollecitare il vostro impegno per sbloccare i porti coinvolti nel conflitto tra Russia e Ucraina. Da questi porti dipende la sicurezza alimentare di milioni di persone che vivono nel Corno d’Africa. Mi unisco per questo alla petizione di Amref per chiedere al Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite di intervenire subito per difendere queste popolazioni dagli effetti del conflitto. Vi ringrazio per l’attenzione.