MIGRAZIONE E COVID. TERRITORI DI CONFINE A CONFRONTO

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30 Giu 2020

30 Giu 2020
Migrazione e Covid. Territori di confine a confronto
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Sindaci di dodici comuni, rappresentanti di due regioni e numerose organizzazioni della società civile si sono confrontati, il 26 giugno, in videoconferenza su come il Covid-19 stia impattando sui propri territori e sul fenomeno delle migrazioni.

In una fase in cui non è possibile incontrarsi di persona hanno portato avanti l’impegno congiunto, intrapreso nel 2018 e già sfociato – a fine 2020 – nella fondazione della Rete delle Città e Isole di Confine (Border Towns and Islands Network – BTIN), mirato a trovare una posizione comune su una situazione che non necessita solo di risposte locali ma di una responsabilità europea condivisa che garantisca la dignità dei migranti e dei rifugiati unitamente alla sostenibilità rispetto ai sottili equilibri socioeconomici dei piccoli comuni ai confini dell’Europa.

L’incontro è stato possibile grazie allo sforzo organizzativo coordinato da Amref Italia ed è avvenuto su una piattaforma dedicata alle videoconferenze con traduzione simultanea in numerose lingue: dall’italiano al francese, dal bulgaro al greco, dal tedesco al rumeno, tutti i partner del progetto sono potuti intervenire e seguire l’incontro nella propria lingua madre.

Il sindaco di Lampedusa e Linosa (comune capofila del progetto) Salvatore Martello ha aperto i lavori della conferenza descrivendo la delicata situazione dell’isola, dove gli sbarchi di migranti sono incrementati durante l’emergenza sanitaria aggiungendo ulteriori preoccupazioni ad una comunità già gravemente provata dall’impatto del lockdown sui settori chiave dell’economia locale: il turismo e la pesca. Martello ha anche incoraggiato i partner a proseguire nello sforzo di cooperazione per il raggiungimento degli obiettivi del progetto, specie nell’ottica di far arrivare la propria voce alle istituzioni governative nazionali e dell’Unione Europea. Tra gli altri, significativo l’intervento del sindaco di Marsa (Malta), Josef Azzopardi, che ha enfatizzato l’importanza della risposta del comune che, fornendo supporto ai più vulnerabili – sia rifugiati, stranieri residenti e autoctoni – e cooperando con le organizzazioni della società civile ha ridotto al minimo le tensioni tra le persone e tra le diverse comunità. La rappresentante della regione del Nord Egeo (Grecia) ha illustrato la complessa situazione sull’isola di Lesbo, dove l’emergenza sanitaria ha reso ancora più evidente l’insostenibilità dell’enorme campo profughi e portato all’accrescersi delle tensioni sociali.

Snapshots from the Borders mira anche a favorire il dialogo e la conoscenza reciproca tra i paesi di origine e quelli destinatari dei flussi migratori. Un ulteriore passo in questa direzione è stato fatto grazie agli interventi dei rappresentati delle sedi di Amref Health Africa in Kenya, Etiopia e Uganda, che hanno fornito una preziosa testimonianza di come l’emergenza sanitaria stia impattando sui fragili sistemi sanitari dei paesi africani, sulle migrazioni interne al continente e sulle azioni messe in campo da Amref per supportare le popolazioni residenti e i rifugiati tanto nel soddisfacimento dei bisogni di base, come l’accesso all’acqua potabile, quanto nell’accesso a servizi sanitari di diagnosi e di cura.



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