Juba1
A prima vista, con le sue strade pulite e il traffico regolato da bei semafori moderni, Juba non sembra la capitale di una nazione in ginocchio, ma a volte le apparenze ingannano terribilmente: ad ogni livello il Sud Sudan è un paese allo stremo, e con esso è allo stremo tutta la sua gente. Il conflitto interno che è riesploso nel paese ha messo in fuga dalle proprie case 3 milioni di persone - un quarto della popolazione - che pur di lasciarsi dietro gli scontri armati, le razzie etniche, le violenze sessuali, il reclutamento forzato dei bambini nelle milizie, il rischio di epidemie, si sono lasciate indietro anche una bella fetta di futuro.

Chi è rimasto ha cercato rifugio nei campi protetti delle Nazioni Unite, nei centri urbani ritenuti più sicuri, nei luoghi di origine dove la coesione di un’etnia pare dare una maggior tutela, almeno nel quotidiano. Ma nessuno è potuto sfuggire al totale crollo dell’economia, ad un’inflazione galoppante, alla svalutazione estrema della valuta, alla carenza di beni essenziali sul mercato e all’impossibilità di acquistare quel poco che c’é.

A Juba nutrire i propri figli sta diventando un’impossibilità (video dall'ospedale di Juba)e questa carestia urbana che si sta insinuando nella vita di ogni famiglia ha qualcosa di particolarmente osceno, ché non è frutto di una calamità naturale; è semplicemente frutto della follia umana, dell’assenza di attribuzione di un qualsiasi valore ad intere popolazioni - sia da parte di chi, al governo, dovrebbe tutelarle sia da parte di chi, con umanità, potrebbe contribuire a lenire estreme sofferenze ma che per via di chissà quali perversioni del mondo probabilmente neanche sa che esistono tali situazioni.

Oggi, in Sud Sudan, in Yemen, in Somalia, nell’ampia zona attorno al Lago Ciad, sono a “rischio fame” oltre 30 milioni di persone in ogni modo identiche alle donne e ai bambini che ho incontrato a Juba e che vi mostriamo in questo breve filmato. Affrontare la loro profonda e letale crisi richiederà uno sforzo particolare e un’attenzione diffusa che oggi, purtroppo e inspiegabilmente, non c’é.

VIDEO DALL'OSPEDALE DI JUBA
VIDEO DALL'OSPEDALE DI YAMBIO


Tommy Simmons
Fondatore Amref Italia
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