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Antonella Giappone3
Parto in bici verso il Giappone, ma con negli occhi le donne africane e il diritto all’acqua. Un media locale pugliese rilancia su Facebook la notizia della partenza di Antonella Gentile e subito scatta la critica “devi aiutare prima gli italiani”. Antonella è al suo terzo viaggio in bici. Nel 2017 è partita da Barletta per arrivare a Capo Nord, nel 2018 ha girato l’Italia in bici, giovedì 18 aprile ha dato avvio alla sua nuova impresa. L’abbiamo intervistata mentre era sul traghetto verso la Croazia. Sarà un viaggio di mesi e ancora una volta Antonella ha deciso di dedicare la raccolta fondi ad Amref, organizzazione che dal 1957 si occupa della salute in Africa. Strano? Per Antonella no, si sente cittadina del mondo e così unisce con la sua bici, come un filo, l’Africa all’Europa e all’oriente. Le abbiamo chiesto anche che libro porterà con sé.

Antonella, raccontaci il tuo viaggio, da dove si parte?
Parto da Bari e arrivo in traghetto a Dubrovnik. Poi attraverserò la Croazia in bici, poi la Slovenia, l’Austria, la Repubblica Ceca, Polonia, Lituania, Lettonia, Estonia fino a Tallin. Da lì prenderò un treno che mi porterà a San Pietroburgo. Quindi percorrerò in Transiberiana il lungo tratto che va dalla Russia alla Cina, fino a Pechino. Visiterò diverse città cinesi. Poi arriverò in Giappone e percorrerò tutto il Paese in bicicletta.

Quanto tempo pensi ci impiegherai per arrivare in Giappone?
Penso di metterci otto mesi, ma un viaggio in bici è pieno di imprevisti e non posso sapere esattamente quando arriverò.

Perché il Giappone?
Il Giappone mi ha sempre affasciato. Lo avevo già visitato, ma visitarlo lentamente con la bicicletta sarà un’altra cosa. Amo la bici e amo il Giappone, così unisco le due cose. Avendo studiato lingue orientali, volevo mettere in pratica anche ciò che ho studiato.

Perché hai scelto Amref?
Penso sia un’associazione seria. Volevo sostenere quelle donne che viaggiano non per divertimento, ma per necessità, per attingere acqua dai pozzi, facendo chilometri e chilometri ogni giorno. Penso che l’acqua sia un bene prezioso che dovremmo avere tutti. Non è giusto che manchi a così tante persone, ancora oggi.

Lo stato d’animo di parenti e amici?
Sono preoccupati per me, ma conoscendo la mia determinazione e sapendo che questo è ciò che voglio, mi sono accanto.

Hai letto i commenti che ci sono stati alla notizia del tuo viaggio, cosa ti ha dato fastidio e cosa ti è piaciuto?
Mi dà fastidio quando si dice che sia poco corretto pensare agli africani e non pensare prima agli italiani. Penso che siamo tutti umani e credo che non ci dovrebbero essere queste differenze. Il giudizio che la gente dà personalmente su di me, senza conoscermi mi dà molto fastidio. Detto questo ci sono una marea di persone che mi incoraggiano. Questo mi fa molto piacere, mi fa sentire il calore delle persone.

Hai paura?
Sì, ho paura dei tunnel, dei cani randagi, di incontrare persone sbagliate lungo la strada. Cerco di vedere positivo, sempre. Ho preparato questo viaggio con attenzione, ci sto lavorando da mesi.

Come ti sei preparata?
A dire il vero, essendomi laureata da poco non ho potuto dedicare tutto il tempo che avrei desiderato alla preparazione. Ho dovuto pensare anche a cercare degli sponsor, che sono Brunner, Bosch, B&B Hotels, Frama Sport Barletta, Cross e Velomarche.

Conosci Africa Classic 2020 di Amref? Esperienza in bici che partirà nel 2020, sei giorni on the road, 400 km, tanta passione e curiosità, alle falde del Kilimangiaro?
No, purtroppo no. Ma mi informerò al più presto.

Un libro che porterai con te?
C’è un libro di Terzani che non ho letto, si intitola “Un’idea di destino”. Porterò quello con me.

PROGETTI IDRICI DI AMREF

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