MUTILAZIONI GENITALI FEMMINILI: DOMANDE E RISPOSTE

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02 Feb 2016

02 Feb 2016

Mutilazioni Genitali Femminili: Domande e Risposte

Donne africane vestiti tipici
Cosa sono i Riti di Passaggio Alternativi di Amref? Cosa le Mutilazioni Genitali Femminili? Domande e risposte di un fenomeno che coinvolge oltre 200 milioni di bambine e ragazze in Africa. Amref è impegnata nelle comunità per fermare la triste pratica del "taglio", che ha ripercussioni fisiche e sociali.

Cos’è la Mutilazione Genitale Femminile?

La Mutilazione Genitale Femminile (Female Genital Mutilation – FGM) è una grave violazione del corpo. Non è solo una pratica dolorosa, ma può perfino causare la morte di una madre e di un nascituro durante il parto.
La legge proibisce praticamente in tutto il mondo, inclusa l’Africa, la mutilazione genitale a danno delle ragazze. Ciò nonostante, è ancora parte dei riti di passaggio dall’infanzia all’età adulta, soprattutto nelle comunità nomadi. In alcune regioni la mutilazione identifica il momento in cui una ragazza è pronta per il matrimonio. La pratica è spesso profondamente radicata nelle tradizioni e nelle norme sociali, è una parte importante, preziosissima, dell’identità comunitaria.
Sfidare simili pratiche nocive tradizionali è assolutamente cruciale per un futuro sano delle giovani donne e dei loro bambini.
 

Cosa è il rito alternativo di Amref?

Il Rito di Passaggio Alternativo è un approccio innovativo, sostenuto dalla comunità, per eliminare la mutilazione genitale femminile. Attraverso una forte partecipazione e mobilitazione della comunità, Amref Health Africa, in partnership con la comunità Masai a Magadi, ha sviluppato un rito di passaggio alternativo per eliminare la mutilazione genitale femminile e migliorare e incoraggiare la salute e l’istruzione delle ragazze Masai e con loro dell’intera comunità.
Questo approccio affonda le sue radici nei valori della comunità Masai e utilizza attività di sensibilizzazione e formazione per coinvolgere tutti gli attori chiave: gli anziani, le madri, le stesse ragazze e i giovani guerrieri Moran. Ricevendo un’istruzione sul tema, la comunità identifica i rischi per la salute associati alla mutilazione genitale e decide di sviluppare un rito di passaggio alternativo che consenta alle bambine di entrare nell’età adulta senza subire il taglio.

Quali sono i risultati?

La strategia dei riti di passaggio alternativi di Amref Health Africa ha ottenuto risultati significativi a Magadi ed ha attecchito in altre comunità Masai a Loitoktok e Samburu (Kenya), raggiungendo anche la località Kilindi Tanga, in Tanzania. Sono oggi oltre 10500 le ragazze salvate.

Come è stato sviluppato il modello dei Riti Alternativi?

Riconoscendo le mutilazioni genitali femminili come violazione dei diritti umani, ostacolo alla buona salute ed ai risultati nell’istruzione delle giovani Masai, Amref Health Africa strinse una partnership con la comunità locale al fine di sensibilizzare, coinvolgere ed istruire vari gruppi all’interno delle comunità a proposito dei rischi per la salute connessi alle mutilazioni, pericoli che possono concretizzarsi soprattutto durante la gravidanza ed il parto. Il risultato di questa partnership fu lo sviluppo nel 2009 del modello dei riti di passaggio alternativi, attraverso il progetto di Salute Riproduttiva della Gioventù Nomade a Magadi, Kajiado.

Qual è stato il lavoro con le comunità?

Questo progetto facilitò le attività indirizzate al coinvolgimento della comunità per la realizzazione di un rito di passaggio alternativo per le ragazze, guadagnandosi infatti il benestare dei membri più autorevoli della comunità, come gli anziani, le madri ed i Moran. Una volta ricevuto l’assenso da parte della comunità e dei sui membri più importanti, la comunità stessa si prese la responsabilità di sviluppare e portare avanti una cerimonia di passaggio alternativa. Venne organizzato un evento di tre giorni durante il quale le ragazze si isolarono dal resto della comunità, in linea con il rito di passaggio tradizionale.


Come vennero coinvolte le ragazze?

Le ragazze vennero istruite a proposito della loro salute riproduttiva e sessuale e dei loro diritti, parteciparono a discussioni aperte su che cosa significhi essere una donna nella cultura Masai, nonché a incontri finalizzati a rafforzare la loro autostima; dopo aver dimostrato le conoscenze acquisite, le giovani fecero rientro nella comunità, accompagnate dal benvenuto delle madri e dalla benedizione degli anziani, che legittimò la cerimonia culturale. Al termine di tutto venne organizzata una sorta di cerimonia dei diplomi, alla quale parteciparono molti membri della comunità.

Il potenziale di replicabilità

La strategia dei riti di passaggio alternativi è un modello culturalmente inclusivo, innovativo e di successo che può riguardare diverse comunità che continuano a praticare le mutilazioni genitali femminili in Kenya.
Questo modello delinea un approccio che si fonda sul coinvolgimento positivo della comunità, una partecipazione attiva che dovrebbe essere considerata da diversi attori:
  • Dai leader, gli anziani ed i capi tradizionali e amministrativi delle comunità che praticano le mutilazioni;
  • Dal Governo del Kenya, per sostenere gli sforzi per eliminare le mutilazioni genitali femminili;
  • Dagli altri partner, organizzazioni non governative e associazioni che lavorano nel settore della salute e dell’educazione o sono attivi nelle questioni di genere all’interno delle comunità che praticano le mutilazioni.

Se da un lato la legislazione anti-mutilazioni è importante, dall’altro può mettere ancora più a rischio la vita di migliaia di giovani ragazze. Questo perché alle comunità viene chiesto di sradicare una pratica culturale antica ma non viene fornita loro un’alternativa. In questo modo le mutilazioni non vengono eliminate, finiscono solamente per svolgersi in clandestinità.





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