
“Non dimenticherò mai quei momenti ed è per questo che ho scelto di non sottoporre le mie figlie a questa pratica: nessuna bambina dovrebbe subire quello che ho sofferto io”. È la testimonianza di Idil, sottoposta a mutilazioni genitali femminili quando aveva sei anni, e una delle voci che attraversano “Sul mio corpo. Mutilazioni genitali femminili: storie di cambiamento”, il documentario, prodotto da GEDI e pubblicato su Repubblica e La Stampa in occasione della Giornata mondiale della Tolleranza Zero contro le mutilazioni genitali femminili. Una ricorrenza che riporta con forza una domanda che riguarda tutte e tutti: come spezzare il silenzio su una violenza che ancora oggi segna la vita di milioni di bambine e donne nel mondo? Il documentario, realizzato in collaborazione con Amref Italia ed il Centro Samifo – ASL Roma 1, mette al centro storie di resilienza e percorsi di cambiamento nati dentro le comunità in cui questa pratica è radicata, restituendo con forza e delicatezza ciò che spesso resta invisibile: il trauma, la paura, ma anche la determinazione a interrompere una catena di violenza. Il video segue da vicino l’impegno di Marwa Adam Soliman, Shahd Newir ed Esraa Newir, tre giovani donne che in Italia si sono fatte promotrici di un dialogo cruciale e coraggioso: a Milano, Torino e Roma aprono spazi di confronto intergenerazionale – tra donne di età diverse e, talvolta, anche con gli uomini – per mettere in discussione stereotipi, tabù e pressioni sociali che alimentano la pratica delle MGF.
Dall’esperienza maturata in Africa e con il supporto di Amref è nato anche in Italia Youth in Action (Y-ACT), movimento e rete di giovani attivisti e attiviste con un prezioso background migratorio: Marwa, Shahd ed Esraa ne sono oggi il cuore pulsante, facilitano incontri, animano dibattiti, portano la parola dove per troppo tempo è stato imposto il silenzio. “Sul mio corpo” prova a superare stereotipi e semplificazioni, riportando al centro il corpo, la parola e il diritto di scegliere, e racconta un cambiamento che non nasce dall’esterno ma si costruisce “da dentro”, attraverso relazioni di fiducia, ascolto e consapevolezza: un percorso che Amref porta avanti da anni con interventi di prevenzione, sensibilizzazione e promozione della salute, in Italia e nei Paesi in cui opera.






