DECALOGO PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULL'AFRICA

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20 Set 2018

20 Set 2018
Decalogo per una corretta informazione sull'Africa
Decalogo Amref Carta di Roma Mambulu Ekustu
NON AIUTATECI PER CARITÀ
10 CONSIGLI PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULL’AFRICA



In collaborazione con Associazione Carta di Roma (
Decalogo-Amref-Carta-di-Roma.pdf
versione pdf)
Redatto da Ekutsu Mambulu


1 L'AFRICA NON È UN PAESE
L’Africa è un continente con 54 Stati. Rispettare e rendere conto della complessità di un continente di 1,1 miliardi di abitanti è sicuramente
difficile ma stimolante.
Bisogna contestualizzare il più possibile le informazioni quando si parla di Africa.


2 L’AFRICA NON È POVERA
Il valore monetario delle sue ricchezze minerarie: 46.200 miliardi di
dollari. A rivelarlo nel 2011 in un articolo del giornale “Les Afriques” è
stato l’esperto congolese David Beylard. Con il 12% di questa somma
il continente nero potrebbe da solo finanziare tutte le infrastrutture
di cui ha bisogno. Sta provando a farlo cooperando anche con la Cina.
Lo stereotipo della povertà africana impedisce di conoscere le diverse sfaccettature del cammino attuale e futuro dei Paesi di questo continente.


3 LA CULTURA AFRICANA MERITA RISPETTO

Conviene evitare di veicolare gli stereotipi: le religioni africane non
sono “credenze”


4 COLONIALISMO? UNA BREVE PARENTESI DELLA STORIA MILLENARIA AFRICANA

Dopo l’Egitto Antico, i popoli africani hanno creato altre grandi
civiltà tra cui quello del Mali (1235 d.c – 16 secolo d.c.) dove, nel 1236,
l’Imperatore Soundjatta Keita promulgò la cosiddetta prima Carta dei
diritti dell’uomo, ovvero il “Kouroukan Fouga”.
Conoscere la storia dell’Africa nella sua diversità e ampiezza temporale
è un primo passo per migliorare il racconto del continente.


5 RACCONTARE LE ECCELLENZE AFRICANE È UN BUON RIMEDIO CONTRO GLI STEREOTIPI
L’Africa non è solo immigrazione. In Africa non ci sono solo dittatori,
corruzioni e malattia. La società civile africana è infatti sempre in
movimento. Giovani e artisti esplodono di creatività anche se non
sempre sostenuti dai governi locali. Nel luglio 2018 alcuni giovani
artisti e responsabili dei movimenti civili di diversi paesi hanno lanciato
in Senegal l’Università Popolare dell’impegno cittadino, nell’obiettivo
di mobilitare i giovani e incoraggiarli a prendere in mano il destino
dell’Africa.


6 UN FRENO ALL’EUROCENTRISMO? LA VOCE E LE IDEE DEGLI OPINIONISTI AFRICANI
Gli opinionisti africani offrono commenti e analisi sulla base di
una sensibilità di chi vive direttamente i fatti. Alcune grandi reti di
comunicazione internazionale come la francese Tv5 o l’inglese Bbc,
stanno infatti rinforzando le loro squadre di reporters ed analisti con
professionisti africani scelti localmente.


7 I BAMBINI AFRICANI NON SONO MERCI IN VENDITA
Le immagini dei bambini pubblicate per “colpire alla pancia” spesso
e volentieri violano le norme giornalistiche, in particolare la Carta di
Treviso del 5/10/1990 che condanna questo tipo di comportamenti nel
suo art. 7: “nel caso di minori malati, feriti, svantaggiati o in difficoltà
occorre porre particolare attenzione e sensibilità nella diffusione
delle immagini e delle vicende al fine di evitare che, in nome di un
sentimento pietoso, si arrivi ad un sensazionalismo che finisce per
divenire sfruttamento della persona”.


8 ATTENZIONE ALLE FAKE NEWS SULL’AFRICA

Nel gennaio 2016 è stata, ad esempio, diffusa a livello internazionale,
senza opportune verifiche, la falsa notizia secondo cui il governo eritreo
avrebbe deciso di legalizzare la poligamia costrigendo gli uomini a
sposarsi almeno con due donne.


9 LE IMMAGINI E LA RAPPRESENTAZIONE DEI MIGRANTI

Cinesi, giapponesi, coreani, indiani, africani, arabi sono anche
loro immigrati con tratti “diversamente visibili”. Associare
indiscriminatamente le comunicazioni / articoli sull’immigrazione alle
persone di pelle nera è una forzatura.
Secondo dati Istat 2017, su 5.000.000 di stranieri presenti in Italia,
gli africani subsahariani sono 400.000, cioè meno del 10% degli
immigrati. Inoltre, esistono sempre più neri nati in Italia.


10 AFRODISCENDENTI UN ALTRO MODO DI CHIAMARE LE “SECONDE GENERAZIONI”
Negli ultimi anni è stato molto utilizzato “seconde generazioni” per
denominare i giovani di origini straniere nati o cresciuti in Italia.
Cresce anche l’utilizzo della combinazione “afro-italiani” per
denominare i giovani neri di origine africana.
All’interno delle comunità africane sta tuttavia affermandosi l’utilizzo
del termine “afrodiscendente”.


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Il decalogo è parte della campagna di Amref “Non aiutateci per carità”, nata per contribuire a cambiare la narrazione dell’Africa in Italia.



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