LERCIO IN AFRICA CON AMREF. CINQUE DOMANDE SUL PROGETTO VISITATO

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11 Feb 2019

11 Feb 2019
Lercio in Africa con Amref. Cinque domande sul progetto visitato
  • Lercio in Africa con Amref
  • Eleonora Silanus
Lercio in Africa con Amref
A casa loro con Lercio. Due autori del noto media di satira, sono partiti alla scoperta dell'Africa con Amref. Corriere Buone Notizie - supplemento gratuito del Corriere della Sera - ha dedicato la copertina al loro viaggio, sulle tracce di un progetto di salute sessuale in Etiopia. Il progetto Asure di Amref, nella parte meridionale dell'Etiopia, mette insieme mogli, mariti, giovani, autorità, operatori sanitari, leader religiosi e molti altri "attori". Per capire quale progetto i due autori di Lercio - Gianni Zoccheddu e Davide Paolino - hanno visitato abbiamo fatto alcune domande a Eleonora Silanus, dell'area Programmi di Amref Health Africa-Italia. Il progetto - sostenuto dalla Commissione Europea e da Intesa San Paolo, iniziato a gennaio 2015 - si concentra nella Regione delle Nazioni, Nazionalità e Popoli del Sud.

Quali sono le ragioni di un progetto su salute sessuale in Etiopia.
L’Etiopia è il secondo paese più popolato dell’Africa, ed ha allo stesso tempo un’enorme potenziale in termini di cambiamenti e sviluppo. Il governo fa della salute sessuale e riproduttiva, della pianificazione familiare, e dell’investimento sulla salute dei giovani alcuni tra i principali obiettivi per i prossimi anni. Il progetto si inserisce nei piani delle autorità locali, così da rendere i risultati raggiunti non meri progressi di progetto, ma piuttosto contributi reali e d’impatto a livello comunitario.

Quali gli obiettivi del progetto Asure?
L’obiettivo generale è contribuire a ridurre i livelli di povertà e migliorare il benessere delle popolazioni attraverso una migliore salute riproduttiva e la scelta di una pianificazione familiare informata. Nello specifico, Amref vuole contribuire all’aumento dell’accesso a servizi comprensivi per la salute riproduttiva nelle Zone di Gamogofa, Wolayta e Segen (Etiopia meridionale) dal 29% al 59% entro il 2020. Garantendo l’accesso a informazioni e servizi di qualità per la salute riproduttiva per le donne, il progetto si concentra sulle fasce più vulnerabili e con la minore possibilità di accesso a servizi sanitari per la riproduzione.

Chi sono i protagonisti del progetto?
Nelle aree di progetto, 859.000 giovani e adolescenti sono particolarmente a rischio per quanto riguarda gravidanze precoci, gravidanze ripetute e complicazioni relative alla gravidanza, con un’alta morbilità e mortalità materna anche tra giovani in età scolastica. Il progetto mira a sensibilizzare, educare, mobilitare donne e ragazze e gli uomini nelle loro vite a prendere coscienza sui propri diritti di salute sessuale e riproduttiva. Sono coinvolti gli operatori sanitari, i gruppi e le associazioni locali di giovani e donne, oltre ai leader locali politici e religiosi. Lavorando in stretta collaborazione con il settore pubblico, il progetto migliora inoltre la capacità delle autorità locali a fornire un servizio attento e di qualità alle donne.

Puoi raccontarci alcuni risultati raggiunti attraverso dei dati?
La percentuale di donne che utilizzano metodi di pianificazione familiare a lunga durata è aumentata dal 26,7% al 38,6 %. Le strutture sanitarie che forniscono servizi comprensivi di salute sessuale e riproduttiva sono oggi l’81,8%, contro il 36% registrato prima dell’inizio del progetto. I casi di gravidanza precoce (tra gli adolescenti) è diminuita dal 5,36% al 1,09%, con un'accettazione dei servizi di salute sessuale e riproduttiva da parte di giovani e adolescenti che è passata dal 24% al 49%.

Hai una storia che può rappresentare questo progetto?
Hiwi, una ragazza di 15 anni, che partecipa attivamente alle attività di sensibilizzazione ed è membro di un club di giovani coinvolti nei servizi di salute youth friendly a Gamo Gofa, durante un momento di condivisione ha detto: “Il progetto mi ha fatto pensare al futuro per la prima volta. Prima mi sembrava non mi fosse consentito pensarci”.

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