RHINO SETTLEMENT CAMP E IL PROGETTO DI INTERVENTO SANITARIO DI AMREF HEALTH AFRICA: RISE PROJECT

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19 Dic 2019

19 Dic 2019
RHINO Settlement Camp e il progetto di intervento sanitario di Amref Health Africa: Rise Project
Attualmente l’Uganda ospita all’incirca 1.3 milioni di rifugiati, principalmente migrati da paesi adiacenti, quali il Sud Sudan, la Repubblica Democratica del Congo, il Burundi e la Somalia. Al momento, approssimativamente 150.000 di questi rifugiati risiedono nel distretto di Aura, che si trova a circa 499 chilometri a nord-ovest del paese, rispetto a Kampala, capitale dell’Uganda.

Da questa consapevolezza, nel 2017, nasce il progetto di intervento sanitario di Amref Health Africa: Rise Project, finalizzato ad aumentare l’accesso ai servizi sanitari a una popolazione target di circa 40.000 rifugiati e membri della comunità ospitante. Il sito di accoglienza dove vengono svolte le attività legate a questo progetto si chiama Rhino Camp; istituito nel 1980, il sito è progressivamente cresciuto negli ultimi cinque anni, in gran parte a causa delle guerre civili sudanesi e congolesi. Adesso ospita circa 116 rifugiati.

Comprensibilmente, quindi, nell’area si contano persone di origini differenti tra loro, che affrontano quotidianamente sfide di diverso genere: sociali, economiche e sanitarie. In particolare, l’afflusso di rifugiati nella regione occidentale dell’Uganda ha evidenziato sei problematiche principali:
- un aumento del carico di malnutrizione;
- necessità educative;
- un aumento di malattie quali la malaria e la diarrea;
- necessità di acqua e servizi igienico-sanitari;
- necessità di immunizzazione e
- necessità di servizi volti alla salute materna e all’assistenza all’infanzia.

Oggi, il progetto Rise, tramite il quale sono stati formati infermieri e realizzate strutture dedicate, si occupa di circa 15.000 persone. Asiku Emma Maza, membro attivo del progetto di Amref Health Africa, dichiara che in media vengono visitate, diagnosticate e curate “120 persone al giorno”. Inoltre, l’ufficiale sanitario distrettuale, Paul Bishop Tileba, aggiunge: “siamo grati ad Amref per l’addestramento dei nostri operatori sanitari in numerose aree”.

Il progetto Rise ha inoltre come obbiettivo quello che ampliare le conoscenze sia dei rifugiati che membri della comunità ospitante, riguardanti la sfera igienico-sanitaria. Attività di sensibilizzazione, infatti, vengono svolte regolarmente.

Ad oggi, grazie a questo progetto, sono state curate 41.367 persone e 3.240 persone assistite per VHT.

“Ringrazio tanto Amref per i servizi sanitari che ci offre. Se Amref continuerà a lavorare qui, la nostra salute continuerà a migliorare,” afferma Elda Kiden, beneficiaria del progetto Rise. Tuttavia, è ancora lunga la strada da percorrere per fare in modo che tutti i rifugiati e tutti membri della comunità ospitante ricevano le cure e la attenzioni necessarie. Per questo motivo, Paul Bishop Tileba, fa un appello dichiarando che c’è “bisogno della mano di qualsiasi persona volenterosa”.

Il progetto è finanziato dalla Cooperazione Italiana allo Sviluppo e la produzione del documentario è stata finanziata da Amref Flying Doctors-Olanda.



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