GLI “AFRICAN EXEMPLARS” E LA RISPOSTA AL COVID

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11 Set 2020

11 Set 2020
Gli “African Exemplars” e la risposta al COVID
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All’inizio della pandemia di COVID-19, molti esperti sanitari, a livello globale, hanno previsto che il continente africano sarebbe stato colpito oltre misura a causa delle infrastrutture sanitarie relativamente deboli di molti Paesi. Nonostante questi pronostici, l’aumento dei casi è avvenuto molto più tardi del previsto, consentendo al continente di prepararsi, applicando le lezioni apprese dalle precedenti crisi sanitarie.

Mentre la lotta al COVID-19 continua, la “Exemplars in Global Health” (EGH) – piattaforma supportata dall’ufficio esecutivo di Bill Gates, Gates Ventures – ha organizzato un’assemblea di ricerca per individuare gli elementi necessari ad un’efficace preparazione all’epidemia e le strategie di risposta al COVID-19. La piattaforma EGH è stata avviata pubblicamente nel giugno del 2020 e, come spiega Bill Gates, “mira ad individuare i Paesi africani che hanno risposto in maniera pronta ed efficace al COVID-19 e sono ben posizionati per supportare i leader nazionali e i responsabili delle decisioni in materia di salute pubblica nell’emulazione di metodi adeguati.

Giovedì 10 settembre, sulla scia del 70° Comitato Regionale per l’Africa, svoltosi il 25 agosto, si è tenuto il nuovo webinar “Africa Dialogues”, concentrato sui grandi esempi di lotta al COVID-19 in Africa e volto a dimostrare l’importanza di imparare da Paesi esemplari in tutto il continente. Dalberg Advisors e Amref Health Africa hanno ospitato la Dott.ssa Matshidiso Moeti (Direttrice Regionale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per l’Africa) e il dottor Niranjan Bose (Direttore Generale della salute e delle scienze della vita presso la Gates Ventures) che hanno presentato le loro prospettive sulle sfide e sui successi di risposta al COVID-19 nel continente. Hanno moderato l’evento Githinji Gitahi, Amministratore Delegato Globale di Amref Health Africa, nonché medico e consulente del Ministero della Sanità di Nairobi, e Edwin Macharia, Global Managing Partner di Dalberg Advisors.

In uno degli interventi della Direttrice Regionale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, la Dott.ssa Moeti ha voluto sottolineare “l’importanza di una copertura sanitaria universale, con pieno accesso a servizi di alta qualità per la promozione della salute, e l’importanza, in questo caso, di trascendere il potere politico per poter favorire l’accesso ai servizi sanitari in maniera equa e indipendente da fattori esterni. La Dott.ssa Moeti ha inoltre evidenziato la pericolosità della comorbidità – ovvero la coesistenza di più patologie diverse in uno stesso individuo. La Dott.ssa ha infatti dichiarato che “è necessario continuare a lavorare arduamente per arginare l’impatto delle malattie non trasmissibili (diabete, tumori, aterosclerosi), promuovere l’accesso ai servizi di pianificazione familiare e di salute sessuale e riproduttiva, e continuare a mettere in luce l’importanza della salute mentale. Lavorare sulla prevenzione del suicidio – soprattutto in un periodo fragile e drammatico come quello che il mondo sta attraversando oggi – è fondamentale”. Naturalmente, arginare l’impatto della comorbidità richiede maggiori risorse, tuttavia, secondo la Dott.ssa Moeti, investire in esse è necessario. Ha spiegato inoltre che “in un sondaggio svolto dall’OMS, 41 Paesi partecipanti e appartenenti alla Regione Africana, hanno segnalato impedimenti nell’erogazione e nell’accesso ai servizi per le malattie non trasmissibili. Il rischio di ciò è altissimo”.

Inoltre, ad oggi, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ci sono più di 170 vaccini COVID-19 in fase di sperimentazione, di cui circa 138 sono nella fase preclinica (non ancora studiata sull’uomo), 27 nella fase uno (studi di sicurezza su piccola scala), 17 nella fase due (studi di sicurezza estesi), 7 nella fase tre (studi di efficacia su larga scala) e nessuno è stato formalmente approvato per uso pubblico. “Basta valutare oggettivamente questi dati per apprezzare la velocità a cui stanno lavorando gli esperti sanitari, ha dichiarato durante lo stesso incontro Niranjan Bose, che alla domanda Ci stiamo muovendo abbastanza rapidamente? ha risposto: “Sì. Il più rapidamente possibile, per evitare errori”.

Infine, gli esperti hanno espresso i propri punti di vista sulle azioni concrete intraprese e da intraprendere, complimentandosi con Senegal, Ghana, Niger, Ruanda ed altri Paesi la cui risposta al COVID-19 è stata considerata rapida ed efficace. Impossibile parlare di esperienza africana comune, ha esordito la Dott.ssa Moeti. Infatti, riconoscere e analizzare i trend a livello continentale è certamente importante, ma approfondire l’esperienza di ogni Paese e contestualizzare il più possibile le informazioni, lo è altrettanto. “Il livello di rischio e di diffusione del virus varia moltissimo a seconda delle zone, e bisogna utilizzare tutti i dati a disposizione sull’evoluzione della pandemia, per capire come muoversi a seconda del contesto ha spiegato la Dott.ssa Moeti. “È importante porsi alcune domande: La popolazione è disposta (laddove può) a cambiare atteggiamento? Ad utilizzare le mascherine? A implementare un distanziamento sociale? Le lezioni imparate in passato, da Ebola, per esempio, possono essere adattate a questa situazione, in questo contesto? Non si può generalizzare e non si può abbassare la guardia, ha concluso.

Visita il Centro risorse di Amref e il sito web di Dalberg per ulteriori informazioni.



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