Un bambino con le guance tonde in braccio a sua mamma

Il progetto mira a promuovere i diritti fondamentali dell’infanzia e a migliorare le condizioni di vita delle fasce più vulnerabili della popolazione, con un focus su bambini, donne e famiglie nelle aree di intervento in Costa d’Avorio.

Il contesto

Negli ultimi anni la Costa d’Avorio ha conosciuto una fase di stabilità politica e crescita economica, che tuttavia non si è tradotta in un miglioramento equo delle condizioni di vita della popolazione.

Anche a livello territoriale esistono forti disuguaglianze, in particolare tra aree urbane e rurali e tra le regioni del nord e del sud del Paese.

Il contesto socio-sanitario resta critico, soprattutto per i bambini sotto i 5 anni e le donne.

Solo poco più della metà dei bambini tra 0 e 5 anni possiede un certificato di nascita, con conseguente esclusione dai servizi essenziali, mentre la malnutrizione infantile raggiunge livelli allarmanti in alcune regioni, come il Bounkani.

L’accesso ai servizi sanitari è limitato, soprattutto nelle aree rurali, dove molte comunità vivono lontano dai centri di salute.

A queste criticità si aggiungono barriere economiche, sociali e culturali che ostacolano l’accesso ai servizi, in particolare per donne e bambini.

Le tensioni intercomunitarie, gli effetti del cambiamento climatico e la crescente insicurezza alimentare contribuiscono ad aumentare la vulnerabilità delle famiglie, rendendo necessario un intervento integrato e multisettoriale.

Obiettivi del progetto

In linea con le priorità nazionali e in continuità con gli interventi di cooperazione internazionale nel Paese, il progetto I.D.E.A. – Identità, Diritti, Empowerment e Accesso ai servizi essenziali, si propone di rafforzare l’accesso ai diritti fondamentali dell’infanzia attraverso un approccio integrato che combina inclusione legale, miglioramento dei servizi di base e sostegno alla resilienza delle famiglie, contribuendo a costruire comunità più eque e inclusive.

Le attività previste

  • Rafforzamento del sistema di registrazione delle nascite attraverso la creazione di centri secondari di stato civile presso le strutture sanitarie e la formazione del personale dedicato.
  • Miglioramento dei servizi di salute materno-infantile e nutrizionale, con interventi mirati alla prevenzione della malnutrizione, alla promozione dell’allattamento e all’educazione igienico-sanitaria.
  • Attrezzature, materiali e supporto tecnico ai centri di salute per potenziare l’offerta di servizi di base.
  • Realizzazione di campagne di sensibilizzazione e attività comunitarie per promuovere l’accesso ai servizi sanitari e ai diritti fondamentali.
  • Avvio di attività economiche e agricole per famiglie vulnerabili, con particolare attenzione a donne e giovani, per rafforzare la sicurezza alimentare e il reddito.
  • Formazione di operatori sanitari, agenti comunitari e attori locali per garantire la sostenibilità degli interventi e un approccio inclusivo e partecipativo.

Risultati attesi

L’iniziativa, portata avanti da un partenariato solido che comprende organizzazioni italiane e locali, intende agire in modo sinergico per rompere il circolo vizioso tra povertà, esclusione e mancanza di diritti, contribuendo alla costruzione di comunità più inclusive, autonome e resilienti.

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