
Partono da L'Aquila gli Africa Days di Amref. Cirilli e Kiboba, insieme ai giovani delle scuole, lanciano l'iniziativa, in vista del 25 maggio, Africa Day. I due comici, amici di Amref, presentano due video rivolti ai giovani: uno sketch e un invito a partecipare ad un contest per "raccontare un'altra storia" sull'Africa.
Il 12 maggio a L'Aquila, presso il Teatro dell’Accademia di Belle Arti, Amref Italia ha dato ufficialmente il via agli Africa Days 2026, un intero mese per riscrivere la narrazione di un continente, con l’evento "Basta con la solita storia!", organizzato con il patrocinio del Comune dell'Aquila e inserito nel progetto europeo DCYDE, cofinanziato dall'Unione Europea. L’incontro ha puntato a scardinare il racconto tradizionale del continente attraverso una mattinata all’insegna della comicità trascinante di Gabriele Cirilli e Nathan Kiboba, affiancati dai giovani talenti de La Factory di Gabriele Cirilli.
L'apertura dell'evento ha visto i saluti istituzionali di Vito Colonna, assessore presso la giunta del comune de L’Aquila. Attraverso l'ironia e il confronto generazionale, Cirilli e Kiboba hanno presentato Amref — la più grande ONG sanitaria del continente nata nel 1957 — insieme a Veronica Lattuada, responsabile dei programmi in Italia e Europa.
Le voci della "Factory": l'arte che abbatte i muri
Il cuore emotivo della giornata è stato rappresentato dagli studenti de “La Factory” di Cirilli, che hanno messo in scena una serie di performance mirate a scardinare luoghi comuni e pregiudizi.
Francesca e Ludovica: hanno dato vita a un acceso dialogo sul razzismo e sulla "coerenza storica" nel mondo dello spettacolo, denunciando come il talento di una ragazza nera sia stato oscurato dal colore della pelle per un ruolo da protagonista.
Benny: ha interpretato un monologo crudo personificando la "Fame", descrivendola come una forza potente e cinica che colpisce i più fragili e viene usata dai potenti della terra per i propri scopi.
Paulo: con ironia, ha raccontato la sua esperienza di brasiliano in Italia, smontando i cliché che vorrebbero ogni brasiliano come calciatore o ballerino di samba, riflettendo sulla ricchezza dell'integrazione culturale.
Mayeline: ha vestito i panni di una "Signora Topa" per affrontare con una metafora pungente il tema della discriminazione e della dignità che spetta a ogni essere vivente, oltre gli stereotipi sulla sporcizia e la paura dello straniero. Noemi: ha recitato una poesia toccante sugli sguardi dei bambini africani, invitando a non restare indifferenti davanti alla fame, alle malattie e alle guerre.
Marianna: ha chiuso le riflessioni citando messaggi di umanità di premi Nobel e icone come Gandhi e Chaplin, ricordando che la vera rivoluzione è quella che riporta tutti sulla strada dell'umanità.
Il Contest: #unaltrastoria
Gabriele e Nathan hanno infine lanciato un contest creativo per gli studenti, invitandoli a realizzare un video breve (60-90 secondi) in formato verticale per "smontare" uno stereotipo comune sull'Africa.
Come partecipare: Realizzare un video creativo (storytelling, dati, comicità o performance) per raccontare l'Africa oltre la "solita storia". Pubblicarlo sui social utilizzando l'hashtag: #unaltrastoria. Tag: @amref_italia su Instagram o @amrefitalia su TikTok.
L'evento si è concluso sulle note di "Esseri Umani", con tutto il cast riunito per ribadire la necessità di cambiare il modo di pensare e creare una narrazione più autentica del continente.












