
Cosa pensano gli italiani dell’Africa, della salute globale e delle grandi disuguaglianze del nostro tempo?
L’indagine “Africa e salute: l’opinione degli italiani”, realizzata da Ipsos per Amref Italia, prova a rispondere a questa domanda mettendo in luce percezioni, conoscenze e stereotipi ancora diffusi.
Giunta alla sua edizione 2026, la ricerca mostra un quadro complesso: da un lato una crescente attenzione ai temi globali, dall’altro una rappresentazione dell’Africa ancora fortemente influenzata da narrazioni parziali, semplificate o allarmistiche.
Italiani e Africa
I dati dell’indagine Ipsos mostrano un immaginario ancora fortemente concentrato su alcuni temi ricorrenti, a partire dalla povertà, indicata dal 75% degli intervistati (80% tra la GenZ).
Seguono la migrazione (54%) e le malattie (50%), a conferma di una rappresentazione spesso legata a fragilità e crisi.
Accanto a queste percezioni, emerge però anche una lettura più articolata del continente: il 41% associa l’Africa alle sue risorse naturali, una percentuale che sale al 46% tra i Millennials.
Un quadro che evidenzia una doppia narrazione ancora presente nell’opinione pubblica: da un lato quella delle criticità, dall’altro il riconoscimento di un continente ricco di potenzialità e risorse.
- Il 91% dei rispondenti ritiene sia utile una maggiore diffusione delle informazioni relative al continente africano e continuano a vedere nella televisione il canale più efficace.
Secondo il 76% degli intervistati, i media tendono a concentrarsi eccessivamente sul tema dell’immigrazione quando parlano di Africa. Il 63% segnala un tono spesso allarmistico, il 62% superficiale, mentre il 60% lo considera complessivamente negativo.
Al racconto mediatico vengono inoltre attribuite criticità ricorrenti: il 59% lo giudica stereotipato e il 48% occidentale-centrico.
Al tempo stesso emerge una richiesta chiara di cambiamento: l’83% degli intervistati ritiene fondamentale un racconto più equilibrato, capace di valorizzare anche le eccellenze, le risorse e le potenzialità del continente africano.
Africani in Italia: tra percezione e realtà
La percezione della presenza di cittadini africani in Italia resta lontana dalla realtà.
Solo il 13% degli intervistati fornisce una stima corretta.
Al di là dei numeri, emerge un dato significativo: il 51% degli intervistati ritiene comunque che i cittadini africani in Italia siano “troppi”, in lieve aumento rispetto all’anno precedente.
In questo contesto, il 64% degli intervistati ritiene che i cittadini africani residenti in Italia siano frequentemente esposti a episodi di razzismo.
Al di là del numero, secondo lei i cittadini africani residenti in Italia sono troppi?
- 21% Sicuramente sì
- 30% Probabilmente sì
- 23% Probabilemte no
- 12% Sicuramente no
- 14% Non so
Secondo lei, al giorno d’oggi nel nostro paese, gli africani quanto spesso sono soggetti ad episodi di razzismo e discriminazione?
- 21% Molto spesso
- 43% Abbastanza spesso
- 32% Qualche volta
- 4% Mai o quasi mai
Salute e clima: cosa temono gli italiani dell'Africa
La preoccupazione per l’impatto del cambiamento climatico sulla salute è elevata. Il 78% degli intervistati teme che il clima possa favorire la diffusione di virus e malattie anche in Italia, attraverso vettori come le zanzare.
Secondo l’indagine Ipsos, il 58% degli intervistati riconosce una relazione tra cambiamento climatico e diffusione di malattie come il West Nile, una percentuale che sale al 62% tra i Millennials.
Mutilazioni genitali femminili: una pratica sconosciuta
Il livello di informazione sulle mutilazioni genitali femminili (MGF) resta ancora limitato.
Solo il 7% degli intervistati si dichiara molto informato sul tema, dato che sale all’11% tra la Generazione Z.
Una quota significativa della popolazione (38%) non è certa della presenza del fenomeno in Italia, evidenziando un ampio margine di incertezza e scarsa consapevolezza.
Quando si chiede di stimare il numero di donne che hanno subito mutilazioni genitali femminili e che vivono attualmente in Italia, solo il 2% fornisce una risposta corretta.
La maggioranza tende a sottostimare il fenomeno (67%), e tra questi il 41% ritiene che le persone coinvolte non superino le 5.000 unità.
In realtà, secondo studi dell’Università di Milano Bicocca, Università di Bologna e ISMU, si stima che in Italia vivano circa 88.500 donne che hanno subito MGF, la maggior parte delle quali nate all’estero.
Salute mentale: un problema sottovalutato
Quando si parla di salute in Africa, la salute mentale resta un tema ancora poco considerato.
Solo il 6% degli intervistati ritiene che gli aiuti allo sviluppo in ambito sanitario dovrebbero concentrarsi su questo ambito, a fronte di una forte attenzione rivolta ad altre emergenze come la malnutrizione (indicata dal 62% del campione).
Un dato che evidenzia come la salute mentale fatichi ancora a essere riconosciuta come priorità nelle politiche e nella cooperazione internazionale.
Per le persone che vivono nel continente africano, i problemi di salute mentale sono più o meno importanti rispetto ai problemi di salute fisica?
- 13% più importanti di quella fisica
- 23% meno importanti di quella fisica
- 54% tanto importanti quanto quelli della salute fisica
- 10% non so








