
La salute globale è un diritto fondamentale e un bene pubblico: smantellare i programmi di cooperazione significa accettare un aumento delle diseguaglianze a danno dei più fragili. È questo l’appello che Amref lancia a seguito dello sconvolgimento che, dal 2025, sta riscrivendo le regole dell'aiuto umanitario.
Con la campagna "La fame non è un gioco", inviando un SMS solidale al 45587, Amref interviene per contrastare l'emergenza nutrizionale che colpisce milioni di donne e bambini in Africa, cercando di colmare il vuoto lasciato dai grandi donatori internazionali e garantendo cure e cibo laddove i sistemi sanitari sono in gravissime condizioni.
IL COLLASSO DEGLI AIUTI UMANITARI
Il biennio 2025-2026 ha segnato una frattura senza precedenti nella sicurezza sanitaria mondiale: si prevede che, entro il 2030, l'assistenza allo sviluppo per la salute (Dah) sarà in caduta libera, passando dagli 80,3 miliardi di dollari del 2021 a soli 36,2 miliardi. Questo disinvestimento globale produce effetti devastanti a livello locale: in Kenya, ad esempio, i finanziamenti statunitensi per la salute sono crollati dagli oltre 900 milioni di dollari del 2023 a poco più di 137 milioni nel 2026. Tagliare i fondi umanitari significa mettere a rischio la prevenzione e la salute globale poiché le crisi sanitarie non si fermano ai confini e ciò che oggi non viene monitorato o curato, prima o poi riguarderà tutti. A tal proposito, le proiezioni del Center for Global Development e di The Lancet sono inequivocabili: l’interruzione di questi programmi mette a rischio ogni anno tra le 670.000 e 1,6 milioni di vite, per la maggior parte donne e bambini, i più fragili.
L’EMERGENZA CLIMATICA CAUSA DELLA PIU’ GRAVE CRISI ALIMENTARE DEGLI ULTIMI 40 ANNI
In questo scenario di fragilità istituzionale, alcune regioni dell’Africa stanno affrontando una delle crisi alimentari più acute degli ultimi quarant'anni a causa dell’emergenza climatica: nel continente le temperature aumentano a una velocità di 0,5 gradi ogni decennio, un ritmo più che doppio rispetto alla media globale.
Questo surriscaldamento rende le coltivazioni sempre più difficili e causa un aumento dei prezzi dei beni alimentari che rappresenta, oggi, la prima barriera di accesso al cibo. A ciò si aggiunge l'alternanza distruttiva tra siccità prolungate e inondazioni catastrofiche, che decimano il bestiame e rendono l'agricoltura quasi impossibile. Senz'acqua e senza pascoli sani, non si scatena solo la carestia: esplode anche il rischio di malattie infettive che, su organismi già indeboliti dalla fame, diventano rapidamente letali. Nel solo 2025, in Africa occidentale e centrale, oltre 52 milioni di persone hanno affrontato gravi difficoltà di accesso alle risorse alimentari mentre si stima che circa 16,8 milioni di bambini sotto i 5 anni siano affetti da malnutrizione acuta, con punte drammatiche in Paesi come il Burkina Faso.
La Banca Mondiale stima che nel 2026 oltre 110 milioni di persone in Africa potrebbero trovarsi in stato di insicurezza alimentare grave a causa dell'effetto combinato di conflitti, clima e shock dei prezzi energetici. Si prevede che conflitti come quello in Iran, con il relativo blocco navale, avranno conseguenze sull'Africa almeno per tutto il 2026. La crisi dei fertilizzanti ha causato rincari del 20% e timori per le rese agricole future e per i mancati raccolti. Questo provoca effetti sulla sicurezza alimentare, sulla malnutrizione e dunque anche conseguenze indirette sulla salute. Secondo l'UNCTAD (Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo) l'aumento dei costi di trasporto, relativo al blocco navale, si traduce in un'inflazione immediata dei beni importati, tra cui farmaci e attrezzature mediche.
I PROGETTI DI AMREF: DALLE ONE HEALTH UNIT ALLE MENSE SCOLASTICHE
Per dare risposte concrete in alcuni territori fragili, Amref Health Africa rilancia la campagna “La fame non è un gioco” tramite SMS solidale al 45587. L’obiettivo è ambizioso ma vitale: raggiungere complessivamente 185.400 persone attraverso interventi che integrano salute, nutrizione e gestione delle risorse idriche. In un contesto in cui la malnutrizione è legata alle gravi carenze dei sistemi sanitari, la risposta di Amref non si limita alla distribuzione di cibo, ma punta a rendere le comunità autonome e resilienti.
In Etiopia e Kenya, il cuore dell’intervento è rappresentato dalle One Health Units: unità mobili che portano cure sanitarie e veterinarie direttamente nelle aree più remote, proteggendo la salute delle famiglie e quella del loro bestiame, principale fonte di sostentamento e nutrimento per i bambini. Attraverso queste cliniche mobili e la formazione di operatori comunitari, Amref garantisce lo screening nutrizionale, le vaccinazioni e il trattamento tempestivo delle malattie infantili.
In Burkina Faso, Amref assicura un servizio regolare di mense scolastiche per circa 3.500 bambini: fornire pasti ad alto valore nutrizionale in un ambiente protetto non significa solo sconfiggere la fame, ma anche contrastare l’abbandono scolastico e assicurare visite mediche periodiche per monitorare la crescita di ogni alunno.
Parallelamente, in tutti i territori coinvolti, i fondi raccolti serviranno a riabilitare o attivare nuovi sistemi idrici. L’acqua pulita è la prima medicina contro la malnutrizione: senza di essa, l’igiene è impossibile e le malattie infettive diventano letali.
La campagna riparte dallo spot video che vede protagonisti Fiorella Mannoia, Martin Castrogiovanni, Gabriele Cirilli e Gigio Alberti, ideato e realizzato dai registi Luca e Marcello Lucini. Altri amici del mondo dello spettacolo, dell'informazione e dello sport, saranno a fianco dell'organizzazione per la campagna La Fame non è un gioco.
Per sostenere Amref sarà possibile donare al numero solidale 45587: il valore della donazione sarà di 2 euro per ciascun SMS inviato da cellulari Fastweb + Vodafone, WINDTRE, TIM, Iliad, PosteMobile, Coop Voce, Tiscali. Sarà di 5 o 10 euro per le chiamate da rete fissa TIM, Fastweb + Vodafone, WINDTRE, Tiscali, Geny Communications e, sempre per la rete fissa, di 5 euro, Convergenze, PosteMobile.






