
“Sentire il peso dell’acqua è stata un’esperienza indimenticabile: da quel momento guardo le piccole sfide quotidiane con occhi diversi e vedo possibilità dove prima non riuscivo.”
C’è un filo che lega Nairobi, dove è nata, al messaggio che KAZE lancia in vista della Giornata Mondiale dell’Acqua (22 marzo). Un filo fatto di memoria, consapevolezza e incontri, riemerso con forza dopo un recente viaggio in Kenya con Amref, accanto alle comunità con cui l’organizzazione lavora su empowerment femminile, educazione e accesso all’acqua.
Paola Gioia Kaze Formisano, in arte KAZE, è nata a Nairobi da madre burundese e padre napoletano ed è cresciuta tra Burundi e Italia. Oggi guarda a questa ricorrenza con una consapevolezza nuova: a cambiarle lo sguardo è stata proprio quell’esperienza sul campo, tra incontri e storie di cambiamento che, come racconta, continuano a farsi sentire anche nel ritmo del quotidiano.
“L’esperienza in Kenya con Amref mi ha segnata profondamente e continua a farlo. Mi ha lasciato molta consapevolezza sulle tematiche che abbiamo toccato con mano”, racconta. “Continua a essere un incentivo quotidiano: avendo visto il cambiamento generato da piccoli gruppi di persone, mi risulta molto più semplice vedere possibilità dove non riuscivo prima”.
Un impatto che, spiega l’artista, si riflette anche nella vita di tutti i giorni, una volta rientrata in Italia. “Tutte le piccole sfide quotidiane e le questioni che mi sembrano apparentemente spinose si sono ridotte e le valuto con un occhio diverso”, afferma. E aggiunge: “I momenti vissuti in Kenya sono spesso un rifugio dalla vita quotidiana. Ricordo gli incontri con persone straordinarie che ci hanno mostrato la loro realtà, e nelle situazioni più superficiali che vivo qui mi piace aggrapparmi ai ricordi delle conversazioni profonde e degli abbracci ricevuti durante il viaggio”.
In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua (22 marzo), KAZE lancia inoltre un messaggio ai giovani che vivono in Italia, a partire da una consapevolezza concreta maturata sul campo: “Grazie al viaggio in Kenya ho potuto sentire in maniera indimenticabile il peso dell’acqua. Capisco che è, a suo modo, un privilegio e che non tutti abbiano l’opportunità di confrontarsi con realtà diverse per rivalutare la propria”.
Da qui l’invito a informarsi e a partire dai gesti quotidiani: “Quello che mi piacerebbe suggerire è di avvicinarsi alla questione innanzitutto informandosi, attraverso iniziative e spazi dedicati, e poi provare a prestare attenzione nella propria vita di tutti i giorni ai piccoli gesti che fanno una differenza enorme se applicati con costanza”, sottolinea KAZE. “Per esempio, la quantità di acqua che usiamo per lavarci o per cucinare”.
Con la sua testimonianza, KAZE richiama l’attenzione su un tema centrale per milioni di persone e invita a trasformare la consapevolezza in azioni concrete, soprattutto tra le nuove generazioni.






