Quando la disinformazione ha effetti reali

Le teorie del complotto possono trasformare narrazioni infondate in decisioni politiche concrete.

Il caso USAID è emblematico: un’agenzia storica di cooperazione internazionale, con progetti volti a migliorare salute, nutrizione, diritti delle donne e sviluppo comunitario nel mondo, è stata ridimensionata a causa di fake news e teorie diffuse online per alimentare disinformazione.

Queste narrazioni hanno contribuito a creare un contesto di sfiducia verso le istituzioni internazionali, minando la capacità di intervento in aree fragili.

Mamme con i loro figli in braccio in fila sotto un albero

Le teorie del complotto su USAID

Nel dibattito pubblico, numerose teorie del complotto hanno distorto fatti reali attribuendo a USAID intenzioni e operazioni segrete inesistenti.

Lo spiega molto bene Marco Maisano nella puntata del suo podcast 'Usaid' non esiste più per colpa di un'assurda teoria del complotto. Ma perché? dove, insieme al giornalista Pietro Salvatori approfondisce in che modo l'elettorato "MAGA" sia affascinato da racconti che non reggono al controllo dei fatti.

E il loro potere sta proprio in questo: più sono assurde più circolano online anche grazie a utenti che inconsapevolmente le condividono anche "solo per ridere".

USAID come “organismo occulto di potere globale”

Secondo alcune di queste teorie USAID è una “copertura” per un organismo segreto di controllo mondiale. Questo organismo manipola media, influenza elezioni o diffonde ideologie politiche.

Perché non è così: USAID è un’agenzia statale con bilanci pubblici, contratti, programmi documentati e rendicontazioni ufficiali. Non esistono prove verificabili che abbia funzioni segrete o che operi come “deep state”.

“Propaganda e manipolazione politica” al posto di assistenza sanitaria

Alcuni hanno affermato che una larga parte dei fondi USAID servisse per “propaganda” politica contro leader nazionali o movimenti conservatori.

Perché non è così: non esiste documentazione affidabile che gli aiuti esteri statunitensi, e in particolare quelli per la salute o l’istruzione, siano stati usati per campagne politiche interne o per destabilizzare governi esteri in modo occulto. Al contrario, i programmi e i bilanci sono tracciati e verificabili da enti internazionali e parlamentari.

Finanziamenti di programmi sanitari interpretati come “controproducenti”

Un’altra narrativa complottista afferma che USAID finanziava progetti influenzati dall'ideologia WOKE che non solo non aiutavano, ma danneggiavano le popolazioni.

Perchè non è così: molti programmi sanitari hanno evidenze concrete di impatto positivo, come quelli contro HIV/AIDS e malaria. Le critiche possono essere legittime sul piano gestionale o dell’efficienza, ma non supportano affermazioni di danno intrinseco o di cospirazione.

Tra i maggiori sostenitori e amplificatori di queste teorie c'è un influencer di destra che ha attirato l'attenzione di Elon Musk: Mike Benz.

Benz è la stessa persona che ha reso popolare l'idea che la cantante Taylor Swift sia una agente segreta della NATO e una volta ha scritto, sotto pseudonimo, “Voglio che la politica dell’identità bianca cresca come un incendio”.

Benz è salito alla ribalta diffondendo affermazioni fantastiche su USAID, dipingendo l’agenzia come un’organizzazione terroristica o un’operazione di spionaggio. Secondo Benz “USAID è nota per finanziare i progetti più oscuri, controversi e orribili conosciuti dall’umanità intera”.

Un infermiere di Amref fa una iniezione sulla spalla di una mamma seduta con suo figlio in braccio

Impatti concreti dei tagli e rischi reali

Il risultato della diffusione di queste narrazioni è stato il ridimensionamento drastico dell’agenzia.

Negli Stati Uniti, dei circa 10.000 dipendenti nel 2024 ne sono rimasti meno di settanta. Ma le ripercussioni si sono estese ben oltre i confini americani.

La sospensione dei programmi vaccinali e del trattamento antiretrovirale in diversi Paesi dell'Africa subsahariana ha aumentato la vulnerabilità delle popolazioni a epidemie e malattie prevenibili, con conseguenze dirette sulla mortalità infantile e sulla salute generale.

La riduzione dei programmi nutrizionali ha peggiorato la sicurezza alimentare, mentre la sospensione di progetti educativi e di empowerment femminile ha diminuito l’accesso a formazione, riducendo la resilienza delle comunità locali.

Gli effetti di questi tagli non si limitano alla salute immediata: la riduzione dell’assistenza ha aumentato il rischio di migrazioni forzate e instabilità sociale, aggravando le sfide di salute pubblica e sviluppo sostenibile.

Impatti positivi documentati di USAID

Nonostante le narrazioni complottiste, i dati confermano impatti positivi significativi dei programmi USAID.

In Africa subsahariana, iniziative come PEPFAR hanno contribuito a salvare oltre 25 milioni di vite nella lotta contro HIV/AIDS, mentre il President’s Malaria Initiative ha ridotto significativamente la mortalità per malaria.

Programmi di nutrizione e assistenza infantile hanno migliorato la sicurezza alimentare e la salute dei bambini, dimostrando l’efficacia concreta degli interventi dell’agenzia.

Tra narrazione e realtà

Il caso USAID evidenzia come narrazioni infondate possano avere conseguenze concrete sulle politiche di cooperazione.

I programmi documentati dell’agenzia salvano vite, rafforzano comunità e tutelano la salute globale. Difendere la cooperazione internazionale significa contrastare disinformazione e criminalizzazione della solidarietà, proteggendo le comunità africane più vulnerabili e garantendo accesso equo a salute, nutrizione e istruzione.