CICLONE IDAI. LA RISPOSTA DI AMREF

05 Apr 2019

05 Apr 2019
Ciclone Idai. La risposta di Amref
Ciclone Idai Amref
Il ciclone Idai, ritenuto uno dei peggiori cicloni tropicali mai registrati a colpire l’Africa e l’emisfero australe, ha causato devastanti perdite di vite umane e una vasta distruzione di risorse e infrastrutture. Nei giorni successivi al ciclone, interi villaggi sono stati sommersi a causa dell’innalzamento delle acque alluvionali. Sono stati registrati centinaia di morti e decine di migliaia di sfollati, fuggiti senza effetti personali a causa del rapido innalzamento delle acque.

LE STIME DEI DANNI


Si stima che 1,85 milioni di persone in Malawi, Mozambico e Zimbabwe abbiano bisogno di assistenza e protezione umanitaria. Sebbene la stima dell’impatto complessivo del ciclone Idai non sia ancora definitiva, i primi dati indicano che circa 3000km2 di terreno sono attualmente sommersi, prospettando una probabile carestia e problematiche sanitarie. Anche se il bilancio delle vittime deve essere ancora disaggregato, le donne sono più a rischio degli uomini di morire a causa della calamità naturale.

“I bambini, le donne, gli anziani e le persone con disabilità sono stati i più colpiti dalla tempesta”, dice Boniface Hlabano, Responsabile dei Programmi in Sud Africa per Amref Health Africa. Molte famiglie hanno perso tutto a causa del ciclone Idai, un fattore che incrementa il rischio che ricorrano a strategie di adattamento rischiose nei mesi a venire. Il ciclone Idai ha inoltre provocato gravi danni alle strutture sanitarie: nel solo Malawy, almeno 45 centri sanitari sono stati danneggiati dalla tempesta e dalle successive inondazioni. I centri sanitari comunitari non hanno più accesso alle forniture di medicinali, o non hanno potuto aprire a causa di allagamenti. Il danno alle strutture sanitarie ha avuto conseguenze sulle donne che si trovavano in cliniche pre e post-natali nei centri sanitari adiacenti, che sono stati distrutti o danneggiati.

MALAWI


Il ciclone ha avuto un significativo impatto negativo sui nostri sforzi per portare un cambiamento sanitario duraturo nelle comunità del sud del Malawi. Molti dei nostri beneficiari sono rimasti sfollati e evacuati in alcuni campi. Le aree di implementazione dei progetti, soprattutto Makanjiira nel distretto di Mangoschi e alcune aree nel distretto di Chikwawa, sono irraggiungibili a causa del danneggiamento delle infrastrutture stradali. Anche la costruzione di pozzi nei centri per l’infanzia e nelle strutture sanitarie a Zomba è stata sospesa o ridimensionata poiché i macchinari non possono accedere ad alcune delle aree d’interesse.


L'AZIONE DI AMREF


Amref Health Africa sta valutando la situazione insieme alle agenzie governative e ai partner, al fine di costruire una risposta efficace basata sulle necessità individuate. Stime iniziali raccolte sul campo mostrano che l’incidenza di diarrea, colera e malaria incrementa significativamente ogni giorno. In tutta la sua programmazione, Amref Health Africa pone un’enfasi specifica su donne e bambine, solitamente le più colpite dai disastri naturali.
Sebbene gli interventi umanitari a breve termine in risposta a catastrofi come il ciclone Idai non siano il focus del lavoro di Amref Health Africa, stiamo collaborando con i governi del Malawi e del Mozambico e con le agenzie umanitarie per mitigare l’impatto del ciclone, con particolare attenzione al mantenimento e alla riricostruzione delle strutture sanitarie. La prevenzione di malattie a livello familiare e comunitario, la gestione e il controllo delle epidemie derivanti dagli effetti del ciclone sono al centro dei nostri interventi immediati. (COME PUOI AIUTARCI)

Amref Health Africa crede fermamente che la salute nasca all’interno della famiglia; parte del nostro lavoro consiste quindi nel dotare e supportare gli operatori sanitari comunitari con kit salvavita di base, mezzi e un’informazione appropriata riguardo le malattie veicolate dall’acqua contaminata, la nutrizione e la salute ambientale. Nel medio e lungo termine Amref Health Africa in Malawi si prepone di migliorare le capacità di reazione e gestione delle catastrofi all’interno delle comunità, così da ridurne la vulnerabilità in simili situazioni future.

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