PROGETTO SMART: GAMBELLA, ETIOPIA

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25 Nov 2019

25 Nov 2019
Progetto SMART: Gambella, Etiopia
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Gambella
Con il progetto SMART — “Sanitation Marketing, Agricoltura, Sviluppo e Trasformazione Rurale — Amref intende contribuire al miglioramento delle condizioni di vita nell’area di Gambella, attraverso uno sviluppo locale partecipativo. La Regione di Gambella è considerata fra le regioni più fragili in Etiopia per la mancanza di infrastrutture e lo scarso livello dei servizi. Inoltre, ulteriori fattori che rendono la situazione più fragile includono il fenomeno del land grabbing e circoscritti ma frequenti scontri di natura etnica tra le popolazioni Nuer e Anuak. Il land grabbing sorge dalle difficoltà dovute al fatto che Gambella ha una popolazione di 435 mila persone che vivono per lo più di pastorizia e agricoltura, e che il numero di rifugiati Sud Sudanesi, al momento, sono circa 305 mila (UNHCR, 2019); di conseguenza, la lotta per le risorse si è inasprita.

L’obiettivo del progetto SMART è quindi quello di migliorare le condizioni di vita delle comunità rurali della Regione di Gambella e aumentare la loro capacità di reagire con un approccio costruttivo al crescente flusso di migranti. Promuoviamo quindi lo sviluppo inclusivo e sostenibile, integrando i settori: agricolo, economico, sanitario e sociale, e diffondendo metodologie innovative che aiutino le comunità a gestire meglio le proprie risorse. Tutti i vari interventi di questo progetto sono, infatti, accompagnati da attività di formazione e sensibilizzazione per far sì che le comunità diventino protagoniste e proprietarie del cambiamento.

Alcuni dei fattori precedentemente citati, che rendono la Regione di Gambella fra le più fragili, hanno reso difficoltoso il lavoro dello staff di Amref, limitando, in alcuni casi, gli spostamenti fuori dal centro urbano di Gambella. Nonostante le difficoltà, durante il primo anno del progetto SMART, siamo riusciti a portare avanti tutte le attività previste. Tra queste, la diffusione dell’approccio Community Led Total Sanitation and Hygiene (CLTSH) in 200 villaggi e monitoraggio dei villaggi coinvolti affinché nel 50% sia eliminata la pratica di defecazione all’aperto. Inoltre, Amref ha riscontrato successo anche nella sensibilizzazione di donne e bambini su pratiche alimentari e igieniche e nel rafforzamento delle capacità delle comunità sul corretto utilizzo delle risorse idriche e sanitarie. Abbiamo quindi formato 12 operatrici sanitarie su prevenzione delle malattie causate dalla scarsa igiene, sistemi di stoccaggio dell’acqua, alimentazione di donne e bambini, attività generatrici di reddito per assicurare il cibo per l’intera durata dell’anno. Oltre a queste, tante sono le attività realizzate e i risultati ottenuti.

Inoltre, un’indagine preliminare a inizio progetto, sulle infrastrutture igienico-sanitarie dell’area, ha evidenziato diverse questioni meritevoli di attenzione, tra cui il fatto che almeno due terzi della comunità ha accesso esclusivamente a fonti di acqua non potette e superficiali, quali fiumi e laghi. Altre questioni evidenziate sono state la scarsa disponibilità di sapone, di latrine private o condivise e di infrastrutture igienico-sanitarie legate al ciclo mestruale. Solo alcune delle conseguenze di queste mancanze possono essere la defecazione all’aperto, l’influenza negativa sulla partecipazione e la frequenza delle ragazze a scuola o lo stigma legato alle conseguenze della scarsa igiene durante il ciclo mestruale scuola.

Questi sono solo alcuni dei motivi per cui Amref, tra il 2020 e il 2021, si pone come obbiettivo quello di avviare un percorso di formazione e sensibilizzazione per lo sviluppo di un modello di governance su gestione delle risorse idriche e igieniche. Inoltre, verranno condotte sessioni di formazione per decision-makers su governance e pianificazione integrata delle risorse idriche. Una ricerca operazionale per analisi e diffusione delle migliori pratiche sui servizi sanitari sarà avviata, come alcune attività di educazione allo sviluppo sul territorio italiano e corsi di cooperazione universitari (in Italia) per incentivare la diffusione di buone pratiche.



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