
Il piccolo Frank sta facendo progressi. Prima di tornare a rincorrere la sua amichetta Brenda, versa un po’ d’acqua presa da una brocca. A guardarlo c’è Tereza, la sua maestra, che conosce bene ogni piccolo passo avanti dei bambini della scuola materna di Mzenene, in Malawi.
«Quest’anno ha anche imparato a contare e a scrivere il suo nome. Questi bambini mi riempiono di gioia, sono la motivazione per continuare a fare il mio lavoro ogni giorno», racconta.
Per Tereza, insegnare significa accompagnare i bambini mentre scoprono il mondo, imparano cose nuove e iniziano a costruire il proprio futuro. Ma per farlo, c’è una condizione fondamentale: che la scuola sia un luogo in cui possano stare bene, oltre che imparare.
Prendersi cura significa anche creare le condizioni per crescere
Nella scuola materna di Mzenene, frequentata da 110 bambini sotto i cinque anni, per molto tempo mancavano acqua pulita e servizi igienici adeguati. I bambini rischiavano di ammalarsi e, per bere acqua sicura, dovevano perfino lasciare le lezioni e andare a cercarla nelle case vicine.
«Insegnare in un posto dove non puoi proteggere la salute dei tuoi allievi era davvero frustrante», racconta Tereza.
Grazie al progetto di Amref, la scuola oggi dispone di un punto di accesso all’acqua vicino all’edificio e di nuovi servizi igienici per adulti e bambini. Un cambiamento concreto che permette a Tereza e ai suoi piccoli alunni di vivere la scuola in condizioni più sicure.
«I bambini hanno bisogno di servizi igienici, bagni e acqua pulita. Ora possono frequentare le lezioni in un luogo sicuro», spiega.
Per un’educatrice, proteggere la salute dei bambini fa parte della possibilità stessa di insegnare. Perché un bambino che può bere acqua pulita, usare servizi igienici adeguati e frequentare un ambiente sicuro ha condizioni migliori per partecipare alle lezioni, giocare e imparare.
Chi educa contribuisce a costruire il futuro
Tereza sa che il suo lavoro va oltre le parole scritte su una lavagna o i primi numeri imparati a memoria. Ogni giorno contribuisce a creare uno spazio in cui i bambini possono crescere, sviluppare curiosità e avvicinarsi alla scuola con fiducia.
«Aiutiamo questi bambini a crescere, imparare e ad avere passione per la scuola, e non sentiamo stanchezza o dolore perché sappiamo che stiamo contribuendo a plasmare il loro futuro», racconta.
Con L’Africa che cura vogliamo dare spazio anche a persone come Tereza: educatrici che, attraverso il proprio lavoro quotidiano, contribuiscono alla crescita delle nuove generazioni. E vogliamo ricordare che prendersi cura dei bambini significa anche sostenere chi li accompagna ogni giorno, garantendo ambienti sicuri e condizioni adeguate per imparare.
Perché il futuro non si costruisce soltanto nelle grandi decisioni. Si costruisce anche in una scuola, attraverso il lavoro di un’educatrice, nei progressi di un bambino e nelle condizioni che permettono a entrambi di andare avanti.






