Il Sudafrica ha prontamente lanciato la nuova campagna di vaccinazione anti COVID-19, utilizzando i vaccini Johnson & Johnson, a meno di dieci giorni dalla sospensione del programma di vaccinazione risultato inefficace contro la nuova variante 501Y v2. Boniface Hlabano, Responsabile Programmi di Amref Health Africa in Sudafrica, descrive la situazione all’interno del Paese.

In seguito alla notizia della temporanea sospensione del programma di vaccinazione contro il COVID-19 in Sud Africa, che sarebbe dovuto partire il 9 febbraio 2021, con oltre un milione di vaccini sviluppati da Oxford e AstraZeneca, importato dal Serum Institute of India, Hlabano ha spiegato che “il clamore intorno alla sospensione del programma di vaccinazione è stato in gran parte dovuto alla mancanza di prove concrete sull’efficacia di questo vaccino contro la nuova variante 501Y v2. Tuttavia”, ha continuato, “la prontezza del Governo sudafricano nel trovare una soluzione, ha fatto in modo che il Sudafrica abbia prontamente lanciato la nuova campagna di vaccinazione anti COVID-19, utilizzando i vaccini Johnson & Johnson, a meno di dieci giorni dalla sospensione del programma iniziale”. Infatti, un’infermiera è stata la prima ad essere immunizzata in un ospedale nella cittadina di Khayelitsha a Città del Capo, poche ore dopo l’arrivo, la sera del 17 febbraio 2021, nel Paese del primo lotto di 80.000 dosi.

Ciononostante, esistono ancora svariate preoccupazioni. A causa degli abituali rapporti tra Kenya e Sudafrica, il Dott. Githinji Gitahi, Global CEO di Amref Health Africa, dopo aver espresso la propria gratificazione rispetto alla rapida risposta del Governo sudafricano, ha condiviso i propri timori rispetto ai pericoli a cui potrebbero essere esposti i kenioti. Ha infatti ritenuto fondamentale sottolineare l’importanza di una consapevolezza totale dei recenti sviluppi della nuova variante. “Nell’ultimo mese, il tasso di infezioni, guarigioni e decessi da coronavirus è stato incoraggiante, sia per i kenioti, sia per le autorità competenti,” ha spiegato. “A gennaio 2021, infatti, il Kenya ha registrato il numero più basso di infezioni e decessi da giugno 2020”. Tuttavia, nonostante questo notevole recupero, “il Ministero della Salute dovrebbe potenziare i test di massa per verificare chiaramente lo stato del progresso”, considerando anche che la nuova variante sudafricana potrebbe ancora rappresentare una forte minaccia alla curva dei contagi.

Boniface Hlabano ha sottolineato un’ulteriore preoccupazione, relativa all’esitazione vaccinale, spesso già prevalente tra le comunità: “Il dilemma della nuova variante ha ovviamente creato molto dibattito e paura, e ha insinuato ulteriori dubbi nelle menti della gente comune, relativi all’affidabilità e alla sicurezza del vaccino COVID-19, aumentando così la già prevalente esitazione vaccinale. Ma speriamo che la prontezza con cui è stata affrontato la situazione possa restituire fiducia alla popolazione”.

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