In Sud Sudan, parlare di salute mentale significa parlare di accesso. Di servizi che spesso sono pochi, lontani o difficili da raggiungere. Di bisogni che rischiano di restare invisibili.

Di persone che convivono con disagio psicologico, disturbi mentali, neurologici o legati all’uso di sostanze senza ricevere un riconoscimento, una diagnosi, un orientamento o un sostegno adeguato. 

È dentro questo contesto che nasce M(H)IND, il programma di Amref dedicato alla salute mentale e al supporto psicosociale in Sud Sudan.

Avviato nel novembre 2022 e concluso ufficialmente il 31 maggio 2026, il progetto raccoglie l’esperienza di un precedente intervento focalizzato sull’epilessia e allarga il campo a una risposta più ampia, capace di tenere insieme comunità, servizi sanitari, ricerca e policy

Una dottoressa di Amref con il camiceVailes Yumujuma Lexson, nursing aid at the specialized mental health clinic in Mundri, on 24 June 2025

Partire dalle comunità per riconoscere i bisogni

Per oltre tre anni, M(H)IND ha lavorato su un obiettivo molto concreto: fare in modo che il bisogno di supporto potesse essere riconosciuto prima, orientato meglio, e preso in carico più vicino alle persone. 

Il lavoro è partito dalle comunità. Attraverso la formazione di operatori e volontari comunitari, il progetto ha rafforzato la capacità di intercettare segnali di disagio psicologico e di disturbi mentali, neurologici o associati all’uso di sostanze.

Grazie a questo lavoro, oltre 106.000 persone sono state sottoposte a screening e più di 33.000 sono state indirizzate verso servizi di sostegno psicologico. 

Accanto a questo, M(H)IND ha reso le comunità in grado di offrire sostegno psicologico sottoforma di sessioni di “Self Help Plus”, un intervento a bassa intensità sviluppato e promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Più di 13.000 persone hanno beneficiato di questo percorso, pensato per aiutare chi vive situazioni di forte stress a gestire meglio il disagio e ad acquisire strumenti di auto aiuto per raggiungere un maggior benessere psicologico nonostante il persistere delle difficolta proprie dei contesti fragili. 

Rafforzare i servizi sanitari di base

Il progetto ha contribuito anche al rafforzamento dei servizi sanitari di base.

Sono stati istituiti o potenziati 8 ambulatori per la salute mentale, grazie anche alla formazione intensiva di 14 operatori sanitari ad essi dedicati.

Oltre 21.000 persone sono state riferite a questi ambulatori dagli operatori comunitari e più di 5.500 persone con disturbi mentali, neurologici o legati all’uso di sostanze hanno potuto ricevere assistenza e terapie farmacologiche

Un mamma anziana si porta la mano sul petto, al fianco sua figlia, una giovane donna con lo sguardo timido e un po' persoEva e sua figlia Penina Progetto Mhind, Sud Sudan. Ph Florence Miettaux

Contrastare la paura e lo stigma

Ma avvicinare il sostegno non basta, se lo stigma continua a tenere le persone lontane dai servizi.

Per questo M(H)IND ha lavorato anche sulla sensibilizzazione, contribuendo alla produzione di un programma radiofonico dedicato alla salute mentale: 32 episodi trasmessi da 9 radio locali, per aprire spazi di informazione, contrastare la disinformazione e cambiare il modo in cui le comunità parlano, percepiscono e agiscono sulla salute mentale. 

Un impegno nelle comunità che continua

A maggio il progetto si è chiuso ufficialmente con un evento di restituzione ospitato presso l’Università di Giuba.

È stato un momento di confronto sui risultati raggiunti, alla presenza di studenti e studentesse delle scuole di medicina, infermieristica e sanità pubblica, insieme al Ministero della Salute, all’Ambasciata d’Italia in Sud Sudan, all’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e ai partner Amref Health Africa in Sud Sudan, Caritas Sud Sudan, Caritas Italiana, BBC Media Action, Università di Verona - WHO Collaborating Centre for Research and Training in Mental Health and Service Evaluation

L'evento è stata l’occasione per condividere evidenze, esperienze e lezioni apprese con chi, nei prossimi anni, contribuirà a costruire il futuro della salute pubblica nel Paese. Durante la giornata sono stati presentati anche i risultati della ricerca operativa condotta nell’ambito del progetto, che ha permesso di misurare l’efficacia di alcuni interventi e di documentarne l’impatto. 

Tra i risultati più significativi emerge la riduzione del disagio psicologico tra le persone che hanno partecipato ai cicli di Self Help Plus. I dati raccolti su oltre 11.000 partecipanti mostrano un miglioramento importante dopo le cinque sessioni previste dall’intervento, confermando la possibilità di offrire supporto psicologico efficace anche in contesti complessi, a livello comunitario, in assenza di personale specialistico e con risorse economiche limitate. 

M(H)IND ha contribuito anche a un risultato istituzionale di grande rilievo: lo sviluppo e il lancio del primo Piano Strategico Nazionale per la Salute Mentale e il Supporto Psicosociale del Ministero della Salute del Sud Sudan. Un passaggio fondamentale per riconoscere la salute mentale come parte integrante dell’azione complessiva di promozione della salute nel Paese. 

La chiusura del progetto, quindi, non coincide con la fine del percorso avviato nel 2022. I risultati raccolti continueranno ad alimentare la ricerca, la formazione e il posizionamento di Amref nell’ambito della salute mentale e del supporto psicosociale.

Le lezioni apprese in Sud Sudan potranno contribuire a meglio integrare interventi a favore della salute mentale in altri programmi e in altri contesti. 

M(H)IND lascia servizi rafforzati, competenze potenziate, dati preziosi e una direzione chiara: consolidare la promozione e la tutela della salute mentale dentro i sistemi sanitari di base e territoriali, all’interno delle comunità e al centro della cura.