"Dobbiamo contrastare ogni forma di discriminazione" dichiara Roberta Rughetti, Direttrice di Amref Italia, in occasione della "Giornata internazionale per l'eliminazione della discriminazione razziale" (21 marzo), quando l'organizzazione rilascia alcuni dati di un'indagine realizzata da Ipsos "Africa e salute: l'opinione degli italiani".

Secondo l'indagine - la cui prima edizione risale al 2021 - resta stabile al 13% la percezione corretta di quanti siano gli africani residenti oggi in Italia. Il 71% del campione ne sottostima la presenza e il restante 16% la sovrastima.

Se però chiediamo su 100 cittadini stranieri quanti sono africani, è poco più di un italiano su quattro (27%, -3% rispetto all’anno scorso e -7% rispetto al 2023) a sovrastimarne la presenza e solo il 9% dà la risposta esatta (era l’8% nel 2024 e il 7% nel 2023).

Al di là del numero esatto, risale al 51% la quota di rispondenti che dichiara che i cittadini africani residenti in Italia sono comunque troppi (era il 49% l’anno scorso).

Cosa preclude questa integrazione? Come nel 2021, nel 2023 e nel 2024, l’immagine dell’africano come lavoratore a basso costo (39) rimane la prima causa di un cambiamento di prospettiva seguita poi dalla scarsa voglia di accettare gli usi e le consuetudini italiane da parte degli africani stessi (32%, 37% tra i Boomers) e dal fatto che in Italia non ci sono adeguati programmi di integrazione (31%, 36% tra la GenZ).

Tutto ciò porta gli africani residenti in Italia ad essere frequentemente esposti a episodi di razzismo, a pensarlo il 64% dei cittadini italiani (era il 66% nel 2024 e 70% nel 2023). I giovani della Generazione Z più sensibili al tema: il 79% di loro percepisce alta la frequenza di episodi di razzismo verso i cittadini africani residenti in Italia.

"Troppo spesso la percezione degli afrodiscendenti in Italia è ferma ad un'immagine vittimistica o esotica" afferma Roberta Rughetti, Direttrice di Amref Italia "un’immagine errata e non aderente alla realtà. E’ tempo di abbandonare lo sguardo riduttivo che vede gli afrodiscendenti solo attraverso l’immigrazione “irregolare” o il bisogno. Sono medici, avvocati, studenti e artisti, parte integrante del presente e del nostro futuro. Dobbiamo contrastare ogni forma di discriminazione sistemica - che si riflette nelle difficoltà burocratiche e nell'accesso ai servizi -, nel lavoro; dobbiamo contrastare ogni forma linguaggio d'odio. La strada da fare è lunga, ma contiamo molto sulla sensibilità delle giovani generazioni".


NOTA INFORMATIVA: Sondaggio realizzato da Ipsos Srl per Amref Health Africa Onlus presso un campione di individui residenti sul territorio italiano dai 18 anni in su secondo genere, età, livello di scolarità, condizione lavorativa e zona di residenza. Sono state realizzate 800 interviste (su 1.106 contatti) mediante sistema CAWI, tra il 16 settembre e il 24 settembre 2025. Il documento informativo completo riguardante il sondaggio sarà inviato ai sensi di legge al sito www.agcom.it

Foto: fa riferimento al progetto Champs, attivo alcuni anni fa, per cui è stato realizzato un podcast, disponibili anche su Spotify