
Quanto conosciamo davvero l’Africa? E quanto sappiamo di chi ogni giorno si prende cura della salute delle persone che la abitano?
Con Nathan Kiboba, partiamo da domande, curiosità e dati per scoprire un continente che non può essere racchiuso in un’unica immagine. Con la campagna L’Africa che cura vogliamo andare oltre le semplificazioni e riconoscere il ruolo delle persone, delle competenze e delle comunità nella costruzione della salute.
Oltre gli stereotipi: un continente che conosciamo meglio
Quanti Paesi ci sono in Africa? Esiste una lingua africana? Nella prima parte della sua intervista alle persone incontrate in strada a Milano, Nathan gioca con convinzioni e luoghi comuni. Le risposte raccolte mostrano una buona conoscenza di diversi aspetti geografici e culturali del continente.
È un punto di partenza importante. Superare gli stereotipi significa riconoscere la varietà di un continente composto da 54 Stati, con lingue, culture, territori e realtà molto diverse tra loro.
Ma conoscere l’Africa non significa ancora conoscere fino in fondo le sfide che riguardano la salute. Ed è qui che il percorso fa un passo in più.
La salute in Africa: quello che i numeri ci aiutano a capire
Chi si prende cura delle persone in Africa? Quali professionisti e competenze rendono possibile l’assistenza sanitaria? E quali sfide devono affrontare i sistemi sanitari per garantire a tutte le persone l’accesso a cure di qualità?
Secondo una stima dell’Organizzazione mondiale della sanità riportata da Amref nel 2023, nell’Africa subsahariana ci sono 1,5 operatori sanitari — tra medici, infermieri e ostetriche — ogni 1.000 abitanti, a fronte di una soglia di 4,45 necessaria per fornire i servizi sanitari essenziali. Il continente sostiene inoltre il 25% del carico globale di malattie, ma dispone soltanto del 3% della forza lavoro sanitaria.
La stessa stima dell’OMS, citata da Amref, prevedeva un deficit globale di 10 milioni di operatori sanitari entro il 2030, di cui 6,1 milioni in Africa. Una previsione che aiuta a comprendere la portata della sfida.
Di fronte a questa carenza, formare e sostenere chi cura è fondamentale.
Grazie al nostro lavoro abbiamo formato oltre un milione di operatori sanitari, investendo nelle competenze dei professionisti e nel ruolo degli operatori sanitari di comunità, che portano prevenzione, conoscenze e assistenza di base vicino alle persone.
Perché la cura non arriva soltanto attraverso ospedali e strutture sanitarie. Nasce anche dalle competenze di chi lavora sul territorio, dalla formazione e dalla capacità delle comunità di rispondere ai propri bisogni.
Con L’Africa che cura vogliamo rendere visibile tutto questo: non soltanto le sfide ancora aperte, ma anche le persone, le conoscenze e le soluzioni che contribuiscono ogni giorno alla salute.
Conoscere i numeri ci aiuta a comprendere le sfide. Riconoscere chi cura ci permette di vedere l’Africa anche attraverso le sue competenze e le sue risposte.






