UOMINI CHE RISPETTANO LE DONNE

07 Mar 2017

07 Mar 2017
Uomini che rispettano le donne
“Quando le nostre ragazze non mutilate si recano nell’entroterra a visitare i nonni e altri parenti vengono insultate pesantemente. Una pressione psicologica tale da spingerle a subire il taglio pur di guadagnarsi rispetto e accettazione sociale”.
Nelle comunità maasai più tradizionaliste gli uomini posseggono ancora il potere decisionale, anche sulla salute e la vita delle donne. Le ragazze che non subiscano la mutilazione genitale non vengono prese in sposa, perché considerate immature o non abbastanza valorose.
Non tutti gli uomini, però, la vedono in questo modo e anche grazie a loro la battaglia contro le mutilazioni può essere vinta.

Il video – In occasione della Giornata Internazionale delle Donne, Amref lancia il video “Uomini che rispettano le donne” con lo scopo di ribadire il messaggio che per l’uguaglianza di genere e il rispetto dei diritti umani bisogna combattere insieme.
Il riconoscimento di pari diritti e la cessazione di qualsiasi violenza di genere passano senza dub-bio per una presa di coscienza forte da parte delle donne. Un cambiamento duraturo e definitivo, però, ha bisogno della partecipazione di tutta la società, dunque anche degli uomini, che devono riconoscere il ruolo determinante delle donne per la crescita e lo sviluppo.

Douglas guerriero nella lotta contro le mutilazioni - Esistono molti esempi virtuosi di uomini che hanno compreso l’importanza di investire nelle donne e nella loro emancipazione. Uomini che rispettano le donne, che le ammirano e le amano. Uomini come Douglas, giovane guerriero Moran che nella sua comunità maasai in Kenya si è fatto ambasciatore della lotta alle mutilazioni genitali femminili. “La chiave nella lotta contro le FGM è l'istruzione per le ragazze e far conoscere loro i diritti di cui godono, nonché educare le comunità sulle conseguenze tragiche del taglio: morte trasmissione di malattie come l’HIV e riduzione del piacere sessuale. È molto difficile convincere gli uomini, poiché credono che una donna non sia tale se non si è sottoposta a mutilazione. Ma non possiamo fermarci, le mutilazioni devono essere fermate”.

Amref e le FGM - Tra le comunità rurali di Kenya e Tanzania, in cui sono ancora largamente diffuse pratiche tradizionali lesive dei diritti umani, della libertà e della dignità della donna, come le mutilazioni genitali femminili, Amref si dedica ad attività di sensibilizzazione e mobilitazione comunitaria. Grazie a questo lavoro e alla diffusione di Riti di Passaggio Alternativi, Amref è riuscita a salvare dalla mutilazione oltre 10.500 bambine e ragazze in 6 anni. Per loro l’età adulta non è segnata da un taglio ma dall’educazione. In occasione degli ultimi Riti di Passaggio Alternativi, 363 ragazze maasai, sono “promosse" all’età adulta senza essere mutilate e ben 137 ragazzi hanno ricevuto l’investitura di “Ambasciatori contro le mutilazioni”.

#StopFGM – Nella prima settimana di marzo, Amref Italia lancia una campagna di sensibilizzazio-ne e raccolta fondi sul tema delle mutilazioni genitali femminili. L’iniziativa #StopFGM prevede un'azione virale con il coinvolgimento di numerosi influencer dei social media che per l'occasio-ne indosseranno la tipica fascetta degli attivisti impegnati nella lotta.

IL VIDEO
Video realizzato da Vudio



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