In questo periodo, gran parte della comunità scientifica sta lavorando sulla predisposizione di un vaccino efficace contro il COVID-19. La ricerca è in continua evoluzione, tuttavia, le autorità competenti hanno ora rilasciato l'autorizzazione all'utilizzo di diversi vaccini, in diverse zone del globo. Ma i Paesi africani sono pronti? E gli verrà garantito un accesso equo? A quali costi?

Al 28 dicembre 2020, l'Africa conta 2.644.112 contagi e 62.366 decessi legati al COVID-19. Il Sud Africa rappresenta il Paese più colpito del continente, e ha recentemente superato la soglia del milione di contagi, con 1.004.413 di casi e 26.735 decessi. Secondo gli esperti, inoltre, la nuova variante del virus, 501.V2, rilevata nel Paese è più contagiosa di quelle finora note ed è diventata dominante in molte aeree.

Tra i Paesi più colpiti, anche il Marocco (432.079 casi e circa 7.240 decessi), l'Egitto (132.541 casi e 7.405 decessi), l’Algeria (98.249 casi e 2.728 decessi) e la Nigeria (84.414 casi e 1.254 decessi).

Amref risponde ad alcune frequenti domande sui vaccini e sulla loro diffusione nel mondo, in Europa ed in Africa.

Cos'è un vaccino

  • Cos'è la vaccinazione?
    La vaccinazione è un metodo semplice, sicuro ed efficace per proteggere le persone dalle malattie, prima che entrino in contatto con loro. Il vaccino utilizza le difese naturali del corpo umano per costruire resistenza a specifiche infezioni, rafforzando il sistema immunitario. I vaccini “addestrano” quindi il sistema immunitario a creare anticorpi, esattamente come quando è esposto ad una malattia. Tuttavia, i vaccini non causano la malattia in questione (World Health Organization, 2020).
  • Come funziona un vaccino?
    Quando il corpo umano entra in contatto con un vaccino, il sistema immunitario risponde. Esso, infatti, riconosce il germe “invasore”, come virus o batteri, produce anticorpi – ovvero proteine prodotte naturalmente dal sistema immunitario per combattere le malattie – e “ricorda” la malattia e come combatterla. Ciò significa che, se successivamente alla vaccinazione, la persona vaccinata entra in contatto con il germe, il suo sistema immunitario può distruggerlo prima che si sviluppi la malattia di cui è portatore (World Health Organization, 2020).
  • I vaccini sono sicuri?
    I vaccini sono sicuri. Qualsiasi vaccino autorizzato viene rigorosamente testato in più fasi di sperimentazione prima di essere approvato per l’uso e regolarmente rivalutato una volta immesso sul mercato.

Vaccini nel mondo

  • Quanti sono i bambini vaccinati nel mondo?
    Circa 20 milioni di bambini nel mondo (oltre 1 su 10) non risultano vaccinati contro malattie come morbillo, difterite e tetano (World Health Organization, 2019).
  • Qual è la copertura vaccinale necessaria per proteggere questi bambini?
    Le coperture vaccinali contro difterite, tetano e pertosse a livello globale si sono arrestate all’86% circa dal 2010. Questa percentuale corrisponde a circa 116 milioni di bambini vaccinati nel mondo, ma non è sufficiente. È necessaria una copertura del 95%, in tutti i Paesi e le comunità, per proteggere i bambini da malattie gravi, spesso mortali. In Sud Sudan, per esempio, meno del 50% dei bambini risultano vaccinati (UNICEF, 2020).
  • Quanti decessi potrebbero essere prevenuti grazie a un vaccino?
    Circa il 29% dei decessi infantili (sotto i 5 anni) potrebbero essere prevenuti grazie a un vaccino: si stima che questi decessi siano stati 1,5 milioni di bambini soltanto nel 2012.

Vaccino contro il COVID-19 in Europa e nel mondo

  • Quali sono gli obiettivi della campagna vaccinale contro COVID-19?
    L’obiettivo della campagna di vaccinazione della popolazione è raggiungere al più presto l’immunità di gregge per il SARS-CoV2. La campagna è partita il 27 dicembre in Europa, vista l’approvazione da parte dell’EMA (European Medicines Agency) del primo vaccino anti COVID-19. Dopo una fase iniziale, che dovrà essere limitata, per il numero di dosi consegnate, essa si svilupperà in continuo crescendo. I vaccini saranno offerti a tutta la popolazione, secondo un ordine di priorità, che tiene conto del rischio di malattia, dei tipi di vaccino e della loro disponibilità.
  • Le persone che si sono già ammalate di COVID-19, possono ancora beneficiare della vaccinazione?
    Sì, a causa dei gravi rischi per la salute associati a COVID-19 e al fatto che, ad oggi, gli esperti non sanno di preciso per quanto tempo un individuo è protetto dall’ammalarsi nuovamente, dopo il recupero da COVID-19. L’immunità che una persona ottiene dall’infezione, chiamata immunità naturale, varia da persona a persona. Tuttavia, alcune prove scientifiche suggeriscono che l’immunità naturale potrebbe non durare molto a lungo (World Health Organization, 2020).

Vaccino contro il COVID-19 in Africa

  • Quali sono le questioni critiche che potrebbero ostacolare la preparazione dei Paesi africani al vaccino anti-COVID-19?
    Deficit di finanziamento, sistemi sanitari deboli, scarsa infrastruttura della catena di approvvigionamento e criteri di ammissibilità e prioritizzazione indefiniti per garantire che le popolazioni più vulnerabili ricevano l’accesso il prima possibile.
  • Quali sono le azioni prioritarie per i governi africani, per garantire un’adeguata preparazione ai vaccini anti-COVID?
    Determinare i criteri di ammissibilità: a chi verrà assegnata la priorità e perché, ricordando che la maggior parte dei programmi vaccinali attualmente si rivolge ai bambini; Sviluppare una solida strategia di distribuzione del vaccino; Identificare dove verrà somministrato il vaccino e da chi; Sviluppare un solido piano di approvvigionamento e distribuzione; Disporre di un piano di sostenibilità per garantire la disponibilità e l’accesso continui al vaccino COVID-19.
  • Quali sono le dosi necessarie per poter vaccinare la popolazione africana? Quali i costi?
    Per raggiungere l’obiettivo di vaccinare almeno il 60% della popolazione (circa 780 milioni di africani) l’Africa avrà bisogno di circa 1,5 miliardi di dosi di vaccino che, secondo le stime attuali, potrebbero costare tra gli 8 miliardi e i 16 miliardi di dollari, con costi aggiuntivi del 20-30%, per il programma di distribuzione vaccinazione.
  • A che punto sono le sperimentazioni di terapie anti-COVID-19, e come si posiziona il continente africano in questo?
    La storia sanitaria ci insegna che i vaccini richiedono molti anni di progettazione, test e tempo aggiuntivo per essere prodotti su larga scala. Tuttavia, i ricercatori si stanno muovendo in maniera estremamente rapida. Il Sud Africa, da qualche mese, partecipa alle sperimentazioni dei vaccini. Sono inoltre in corso alcuni dibattiti per fare in modo che Senegal, Uganda e Kenya possano partecipare. L’Etiopia, inoltre, sta attualmente lavorando sullo sviluppo di un vaccino anti-COVID-19, al momento nella prima fase di sperimentazione – la fase in cui ne viene determinata la sicurezza e la capacità di stimolare il corpo umano a produrre immunità. Tuttavia, la maggior parte dei Paesi africani non è coinvolta.
  • Perché il “nazionalismo dei vaccini” è pericoloso?
    Il nazionalismo dei vaccini è in aumento, ed è un fenomeno pericoloso. I Paesi coinvolti nello sviluppo e nella produzione di nuove terapie e vaccini anti-COVID-19 stanno dando priorità alle loro popolazioni e l’idea che le popolazioni più a rischio, nei Paesi a basso e medio reddito, possano essere private di questo prodotto salvavita, preoccupa moltissimo la comunità scientifica.
  • I vaccini contro COVID-19 daranno protezione anche contro 501.V2, la nuova variante rilevata in Sud Africa?
    Secondo i funzionari sanitari e gli scienziati locali che guidano la strategia contro il virus, la nuova variante, nota come 501.V2, è dominante tra i recenti contagi confermati nella seconda ondata in atto in Sud Africa e, come quella britannica, sembra avere una maggiore trasmissibilità. I ricercatori sudafricani stanno attualmente studiando se i vaccini contro COVID-19 daranno protezione anche contro il nuovo ceppo.